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Al termine del diciasettimo turno rimane inalterato il distacco tra River e San Lorenzo ma si acuisce la distanta tra Ciclón e Talleres, fermato dal Belgrano in un Clásico dalle mille emozioni. Il Boca riesce a vincere all’ultimo una gara che lascia l’amaro in bocca all’Argentinos, mentre l’Independiente perde la bussola in quel di Sarandí. RacingVélez viene riprogrammata dalla Liga Profesional a causa del lutto che investe il club di Liniers.

Benvenuti nelle Cronache dalla Primera, episodio 17.

San Lorenzo-Instituto 2-0

Quando el perrito Barrios si accascia improvvisamente a terra, il frastuono della hinchada cuerva di colpo svanisce. È solo il 28′ e il San Lorenzo deve fare a meno del suo uomo migliore. Un colpo basso, che divide la curva Butterer tra preoccupazioni sportive e voglia di sosyenere ancor più l’equipo. El Gallego Insúa deve cambiare tattica al volo perché Cerutti ha altre caratteristiche e non può fare le veci del funambolico fantasista numero diez. Ed infatti il San Lorenzo si ritrova ‘debilitato’ e senza troppe idee fino all’episodio che ‘risolve’ la partita. Il rigore, realizzato poi da Vombergar, instrada sui binari azulgrana la sfida, necessariamente da vincere, per non perdere ulteriore terreno nei confronti del River capolista. Gara viene messa in ghiaccio dall’intervento fuori da ogni logica del portiere Carranza che con una mossa di kung-fu ‘attenta’ fisicamente alla vita del malcapitato Gattoni. Rosso e nuovo calcio di rigore, realizzato sempre dalla ‘bomba’ slovena. Il Ciclón continua a vincere dopo il successo di Banfield e passa anche l’esame Instituto, sperando nel recupero in tempi utili del prezioso capitán.

Argentinos Jrs-Boca Juniors 0-1

Solo Il risultato. Il Boca arriva all’appuntamento del Diego Armando Maradona de la Paternal con il morale alto dopo la vittoria interna sette giorni fa contro il Belgrano, ma ancora senza un’ossatura tattica in grado di fronteggiare l’Argentinos, equipo rinomato per la sua identità di squadra. La squadra di Milito infatti non si smentisce e pressiona alto in fase di non possesso, inducendo gli avversari a lanci lunghi, facilmente recuperati però dalla alta linea difensiva locales. Sovrapposizioni con e senza palla, cambi di gioco e ricerca di penetrazione nei corridoi lasciati scoperti, saranno costanti spine nel fianco per la squadra xeneize, che clamorosamente e cinicamente, si porta in vantaggio all’89’ grazie ad un’invenzione di Advincula, il migliore dei suoi, che mette in condizioni Merentiel di appoggiare in rete. “Abbiamo neutralizzato in maniera efficace il Boca”, dichiarerà a fine partita uno sconsolato Gaby Milito. “Ma quando al triplice fischio ti accorgi che non hai guadagnato nemmeno un punto, la sensazione che ti pervade è terrificante. Il risultato di stasera non ha niente a che vedere con quello che abbiamo visto in campo”.

River Plate-Platense 2-1

L’attesa del Monumental si riassume tutta nella lettura delle formazioni da parte dello speaker. Arrivano infatti i prevedibili fischi per Vicente Taborda, attaccante in forza al Platense ma in prestito dall’odiato Boca Juniors, ma soprattutto, per Martín Palermo, dove ogni singolo degli 83.200 presenti dà il meglio di sé per il temuto e ancora ‘indimenticato’ Titán bostero. Sul campo invece bastano tre minuti per capire come andrà a finire. Solari sulla destra fa il bello e cattivo tempo, risultando figura del partido, portando la croce e i continui rifornimenti per gli attaccanti della prima linea. Borja timbra di nuovo il cartellino del gol dopo il rigore del Superclásico e si esibisce in una versione dell’esultanza in ‘modalità Colibrí’. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare, il River dopo il vantaggio toglie il piede dall’acceleratore mostrando le difficoltà notate sette giorni fa contro il Talleres. “Era un obbligo vincere la partita” dichiara il tecnico Demichelis, “ma dovevamo controllare meglio il gioco. Penso che abbiamo avuto qualche difficoltà, come nella sconfitta di Cordoba: tante imprecisioni, che ci hanno destabilizzato e fatto crescere la fiducia all’avversario. C’è molto da correggere”. Nacho Fernandez, poi nella ripresa metterà le cose a posto e la gara in ghiaccio, sfruttando l’ennesimo cross al bacio dell’inesauribile Solari, una delle note più positive della serata.

Arsenal-Independiente 2-1

Dopo le incoraggianti ultime prestazioni l’Independiente fa un passo indietro e perde al Viaducto contro un Arsenal de Sarandí …ancor più in crisi del Rojo. Prestazione da dimenticare sotto tutti gli aspetti per l’equipo di Avellaneda dove non funziona praticamente nulla, dall’attacco alla difesa. “Voglio scusarmi con i tifosi”, dirà a fine partita il centrale difensivo Javier Báez. “Sono incazzato e deluso. Continuano ad accaderci situazioni che paghiamo a caro prezzo. Siamo stati molto chiari in settimana sul fatto che era giunto il momento di fare un passo avanti e conquistare altri tre punti. Dobbiamo lavorare affinché ciò che hanno visto i tifosi non accada più. Dobbiamo imparare da questo”. Rincara la dose il portiere Rodrigo Rey: “Non abbiamo fatto una bella partita. E quando non giochi bene succede quello che è successo a noi: la perdi. Sappiamo che abbiamo davanti a noi una strada lunga e difficile”.

Racing Club-Vélez: RINVIATA

Una disgrazia avvenuta il giorno prima impedisce a Racing-Vélez di prendere regolarmente il via. Nella partita del sabato del campionato Reserva Hernán Manrique, uno degli allenatori del Fortín, è colto da infarto e muore pochi minuti dopo. Ecco il drammatico racconto del Dt giovanile Vélez, Marcelo Bravo, davanti ai microfoni di ESPN.

“La partita è alle 11. Di solito facciamo colazione con i ragazzi alle 9, ma noi arriviamo sempre un po’ prima, tipo le 7 o le 7.30. Verso le 10 i ragazzi si cambiano e c’è il consueto colloquio tecnico. Ebbene, parlo prima io e perché di solito lui conclude il discorso con qualche accorgimento, prima dell’incoraggiamento finale. Questa volta invece dice poche parole e rimane fermo. I ragazzi vanno a scaldarsi e lui si siede un attimo. Gli chiedo ” Ti senti bene Palito?”. Mi risponde di no e comincia a sudare mentre si tocca la fronte. Poi si è tocca il petto e mi dice che gli fa un po’ male”. “Devi dirlo al dottore, Pali”, gli dico. “Ma no, mi passerà’, mi risponde. Poi parlo con il medico del club e lo avverto che Manrique non lo vedevo bene. Vado in campo, torno e lo rivedo davanti allo specchio del bagno dicendomi che sta un po’ meglio. “Sinceramente, non l’ho visto bene. Ho detto al medico di controllare che l’ambulanza fosse presente. L’ho lasciato lì, con i dottori che lo visitavano, noi dovevamo entrare in campo. Poi quando il primo tempo termina, non lo vedo e faccio il discorso ai ragazzi per il secondo tempo ed è allora che mi riferiscono la notizia e rimango paralizzato. È stata la cosa più triste che mi sia capitata negli ultimi anni. Lo hanno rianimato due volte negli spogliatoi e il peggio è successo sopra l’ambulanza”, conclude Marcelo. Che la terra ti sia lieve, Palito.

Le altre

Si è giocato una nuova edizione del Clásico cordobés tra Belgrano e Talleres, spettacolare, tra recibimiento dell’Alberdi ed emozioni continue nei novanta minuti. È la stracittadina dei bomber, con Vegetti e Bustos in gol dopo il rigore sbagliato da capocannoniere Micheal Santos. Termina 1-1, risultato giusto per quanto visto in campo.

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