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Vigilia di conferenze in vista finalissima del mondiale in programma domani. Per i giocatori parla il ‘portierone’ Emiliano ‘Dibu’ Martinez, che con le sue parate ha contribuito ad arrivare in fondo alla competizione.

“Sono giorni pazzeschi. Abbiamo iniziato male il mondiale con la sconfitta contro l’Arabia ma poi siamo migliorati di partita dopo partita”, ha dichiarato il portiere della Selección Argentina nella consueta conferenza pre finale.

FRANCIA. “È stato un percorso difficile, ma dopo l’Arabia ci siamo detti che dovevamo farci carico delle aspettative del Paese. Siamo arrivati qui, a un passo da un Mondiale. I tifosi argentini li sentiamo vicini. Praticamente giochiamo in casa in tutte le partite. La Francia non è solo un giocatore. I quattro davanti sono fenomenali e la loro difesa è solida. Sappiamo quanto sono bravi e cercheremo di fare il nostro lavoro per complicargli la vita. Quando abbiamo giocato in Brasile (finale di Copa America 2021), il candidato era il Brasile e oggi è la Francia”.

MESSI. “Noi però abbiamo il vantaggio di giocare assieme al giocatore migliore del mondo, non ci sentiamo nè inferiori o superiori a nessuno. La necessità di vincere a tutti i costi ti si può ritorcere contro. Messi? Vedo Leo felice e ci rendiamo conto che ha fatto un passo avanti rispetto alla Copa América. Lo vedo bene e continua a generare molta energia positiva. Con la sua voglia e la sua gioia, ci aiuta molto”.

PERSONALE: “A livello personale è difficile pensare a cosa mi ci è voluto per arrivare fin qui. Sono un combattente da quando avevo 12 anni, a 17 sono andato all’Arsenal e a 27 l’argentino medio non mi conosceva affatto. E’ molto emozionante avere un intero Paese che ti incita di continuo da dietro la porta. Mi concentro solamente sulla vittoria. Da bambino ho pianto nel 2006 contro la Germania e contro la Svezia nel 2002. Sono un ragazzo normale, non mi esalto nei momenti buoni, né sprofondo in quelli brutti. Quando vado in Argentina mi piace normalmente vivere tra la gente comune. Non sono nato in una culla d’oro”.

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