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Se un mese fa qualcuno ci avesse detto che il San Lorenzo avrebbe terminato il campionato al sesto posto, l’avremmo preso per matto. Sì, perché dopo aver perso contro uno dei peggiori Lanús degli ultimi anni la stagione sembrava destinata ad un finale triste e malinconico.

Nelle ultime sei giornate sono invece arrivati ben 16 punti su 18 disponibili: un bottino incredibile per una squadra che per ottenere altre 5 vittorie aveva avuto bisogno delle precedenti 21 partite, delle quali, molte con risultati di parità. Proprio l’eccessiva tendenza a pareggiare era stata una dei capi d’accusa verso l’allenatore Ruben Dario Insua, al punto che qualcuno aveva ribattezzato la squadra “Deportivo Empate”.

Analizzando a posteriori la situazione, sembra quasi che l’idea iniziale del “GallegoInsua fosse proprio quella di puntellare la panchina, riducendo al massimo il rischio di sconfitta anche a costo di rinunciare, in qualche occasione, la ricerca dei tre punti. Il San Lorenzo arrivava infatti da una lunga serie di allenatori esonerati: da Almiron a Troglio, passando per Pizzi, Soso, Montero, Dabove e Monarriz. El Gallego Insua è invece riuscito a resistere nei momenti più complicati sfruttando anche l’affetto e la stima della maggior parte dei tifosi, i quali probabilmente, hanno avuto un po’ più di pazienza verso di lui, considerando anche il suo grande senso di appartenenza e i suoi trionfi passati.

A dire la verità, alcuni sprazzi di buon calcio si erano visti anche prima di questa pazzesca “racha” finale. E’ il caso delle vittorie contro Boca e Racing, che erano rimaste però degli episodi isolati in un mare di pareggi più o meno utili in chiave “promedios”.

El ‘Gallego’ Ruben Dario Insua

MERCAU. Un primo punto di svolta, ma in senso negativo, era arrivato con l’improvvisa partenza dell’esterno sinistro Nicolas Fernandez Mercau, venduto all’Elche per circa 4 milioni di euro. Subito si è assistito ad una rivoluzione tra i tifosi, contestando in primis la valutazione economica, ritenuta insufficiente per un giocatore giovane, talentuoso e potenzialmente da club di prima fascia in Europa. La vera “calentura” è stata però causata dai tempi e dai modi del trasferimento: l’ufficialità è infatti arrivata a pochi minuti dalla fine del mercato, quando ormai non c’era più tempo per ingaggiare un sostituto. Un vero fulmine a ciel sereno per i tifosi azulgrana, presi alla sprovvista dalla celerità della notizia.

Nico Fernandez Mercau prepara la “gambeta” su Pol Fernandez in San Lorenzo – Boca

Nelle cinque partite dopo l’addio di Mercau l’ambiente azulgrana improvvisamente si deprime: due sconfitte, tre pareggi e segnali preoccupanti in attacco per il solo gol segnato da Bareiro contro Atletico Tucuman. Ed è abbastanza naturale collegare le due cose. Mercau garantiva grande apporto in fase offensiva (nelle giovanili faceva il trequartista), intendendosi alla meraviglia con il “PerritoBarrios. I due formavano una coppia di abili dribblatori che spesso mettevano alle corde i terzini rivali. La scelta di Insua per rimpiazzare Mercau nell’undici titolare ricade su Malcom Braida, che teoricamente, sarebbe un’ala destra ma che finora non ha minimamente impressionato nelle sue poche occasioni sul campo di gioco.

La prima svolta positiva arriva nel “Clasico de Barrio” contro i vicini di Parque Patricios, sconfitti per 1-0 grazie ad un tiro da fuori del “PochoCerutti dopo una bella azione corale partita dai piedi del portiere Augusto Battalla.

Prima di arrivare al momento decisivo c’è un altro pareggio a reti bianche con il Godoy Cruz. Ma poi, contro il Velez, quando il risultato sembra destinato all’ennesimo 0-0, Braida mette in mezzo dalla sinistra per Vombergar, che di testa gira verso la porta trovando la deviazione di braccio di De los Santos. La decisione dell’arbitro tarda ad arrivare perché c’è un problema tecnico al sistema di comunicazione con il VAR. Insua allora ne approfitta per far preparare lo specialista Néstor JonyOrtigoza che finalmente entra al minuto 100 per calciare dagli 11 metri. Qualcuno ha dei dubbi su come sia andata?

Da lì in poi si sblocca tutto e piovono gol e vittorie: 1-0 a La Plata contro il Gimnasia di Pipo Gorosito con gol in rovesciata di Bareiro; 4-2 a Junin con il Sarmiento con doppietta di Malcom Braida che si trasforma definitivamente in “Braidinho” o “Jordi Braida”; ed infine il 3-0 al Nuevo Gasometro contro l’Aldosivi nel giorno dell’addio al calcio dei due idoli Torrico e Ortigoza, festeggiati a fine partita con la Libertadores conquistata nel 2014.

La ciliegina sulla torta è stata senza dubbio la qualificazione per la Copa Sudamericana 2023, ottenuta proprio grazie allo sprint finale e alla combinazione di risultati favorevoli negli altri campi.

Finalmente, alcuni anni dopo l’ultima volta, il Ciclon inizierà la nuova stagione confermando l’allenatore. Forse è eccessivo definirlo “progetto” ma per lo meno si riparte con un’idea di continuità.

Ricordiamo che Insua era l’allenatore del San Lorenzo che vinse la prima edizione della Sudamericana, nel lontano 2002, e che ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di riportare un titolo a Boedo… chissà.

Torrico tra i pali per l’ultima volta, sfoggiando per l’occasione una divisa azulgrana, mentre i suoi compagni usano la maglia nera che richiama le piume del cuervo (il corvo, simbolo del San Lorenzo)
Ortigoza con la maglia speciale per l’addio al calcio giocato anche se in realtà non smetterà mai di essere un “cuervo”.

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