0 4 minuti 12 mesi

Ecco Argentina-Ecuador alla lavagna tattica.

Missione compiuta per l’Argentina di uno stratosferico Messi (2 assist e 1 gol) che supera 3-0 un buon Ecuador e si qualifica per le ½ dove l’attende la sfida vs la Colombia di Rueda, vittoriosa ai rigori vs l’Uruguay.

La gara tra albiceleste e Tricolor è stata tecnicamente equilibrata, con un 80% di precisione nei passaggi registrato per entrambe le squadre che si sono equivalse anche nella suddivisione del campo [dominio territoriale argentino pari a 1.06, praticamente nullo].

La differenza si è vista nelle soluzioni offensive trovate, con l’Argentina che ha trovato la via del tiro in 21 occasioni, centrando la porta 8 volte [38%] ed effettuandone il 66% da dentro l’area [14 su 21], mentre l’Ecuador di Alfaro ha tirato 10 volte centrando la porta difesa da Martinez solo in 2 occasioni [18%] e tirando 6 volte da dentro l’area [60%].

La mappa dei tiri effettuati da Argentina e Ecuador che mostra la maggior produzione e pericolosità della nazionale di Scaloni.

Anche il dato degli xG prodotti sottolinea la differenza tra la mole di soluzioni offensive create dall’Argentina rispetto a quelle dell’Ecuador, con l’albiceleste che ha prodotto 3.77 xG [2.78 xG da posizione centrale] a fronte degli 1.34 xG creati dalla squadra di Alfaro.

Anche in questa gara l’Argentina denota poca lucidità nelle scelte offensive visti i 3 gol a fronte dei 3.77 xG prodotti, rapporto che dall’inizio della competizione vede Messi e compagni in negativo visti i 10 gol segnati con 13.46 xG.

La dinamica del vantaggio argentino, con una pressione portata a centrocampo e Messi decisivo, prima lanciando in profondità Nico Gonzales e poi servendo l’assist a De Paul, che indisturbato arrivava dalla destra
La mappa dei passaggi effettuati dall’Argentina, dalla quale si può notare la maggior concentrazione sul centro destra

L’Ecuador è rimasto in gara fino al gol del raddoppio argentino avvenuto al minuto 84, nato da un errore in impostazione causato dalla pressione di Messi.

Nella ripresa la Tricolor ha cercato di creare opportunità che la portassero a trovare il pareggio, avanzando il suo baricentro e giocando in ampiezza, riuscendo ad andare al tiro in 5 occasioni [il 50% del totale] ma producendo solo 0.44 xG, rendimento basso anche per merito della buona fase di non possesso messa in atto dalla squadra di Scaloni, abile a creare densità centrale, attuata con attenzione.

La mappa dei tocchi effettuati dall’Ecuador dal 46’ al minuto 84.
Le azioni difensive attuate dall’Argentina nello stesso lasso di tempo, con molti rinvii e recuperi   effettuati in area e al limite della stessa
La giocata che ha portato al recupero palla di Di Maria e al 2-0 siglato Lautaro parte da una disposizione dei tre offensivi, El Fideo, Messi e Lautaro, a chiudere la linea di passaggio centrale per Moises Caicedo, portando poi Hincapie all’errore .

Come detto all’inizio ora tra l’Argentina e la finale della Copa America c’è la Colombia di Rueda, squadra pericolosa in quanto dotata di buona solidità difensiva [4 gol subiti con 4.64 xGA concessi, dei quali 2.82 al Brasile] e di qualità in attacco, con elementi come Cuadrado e Muriel in grado di puntare e saltare l’uomo, creando quella superiorità numerica che spesso genera occasioni importanti, occasioni che i cafeteros però, ad oggi, non sono stati in grado di concretizzare con qualità visti i soli 3 gol segnati a fronte dei 6 xG prodotti.

Per la squadra di Scaloni sarà importante migliorare nell’efficacia offensiva per evitare brutte sorprese.

di RobNiz83


calcioargentino.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.