0 5 minuti 2 anni

Diego Milito, el principe de Avellaneda, lascerà l’incarico di secretario tecnico al termine questa gestione. Ieri l’annuncio a sorpresa sul suo profilo social.

Alle 14 di ieri 22 novembre il clamoroso annuncio: “Ho deciso di non continuare il mio compito di Secretario Tecnico del club a partire dalla prossima gestione. Il motivo è molto semplice: non condivido il modello del club o le idee del presidente”.

Milito se ne va dal club amato. È questa la dichiarazione shock che arriva da Avellaneda e che crea un nuovo sconquasso nell’Academia, considerando il livello mistico dell’interlocutore. Non è una persona come tutte le altre ‘el Principe’, leggenda vivente del Racing Club de Avellaneda, venerato dai tifosi quand’era giocatore prima e da dirigente poi.

“Mi sono messo in gioco tre anni fa per cercare di persuadere e mostrare un percorso diverso, quello della professionalizzazione di un settore fondamentale. Penso che abbia avuto successo” dice Diego tra l’immaginario sgomento di addetti ai lavori e tifosi, consapevoli, di quanto il metodo manageriale di Diego in questi anni abbia giovato in termini di professionalità e progresso all’Istitucción. “Vorrei un altro club: quello dell’evoluzione, della tecnologia, delle squadre di lavoro, della buona comunicazione e del collegamento con il mondo. E che l’investimento non venga considerato una spesa”

Se solo qualche giorno fa i rumors davano come indiscrezione il suo possibile abbandono -subito minimizzato dalla figlia del presidente Victor, Barbie Blanco, secretaria general del club- oggi possiamo dire che la scintilla di quel giorno si è trasformata in un incendio inestinguibile che spacca di netto l’interno della società. È la mancanza di condivisione di un progetto societario proposto dal presidente Victor Blanco e soci la vera causa della rottura, metodi considerati antiquati e obsoleti per un Racing proiettato nel futuro.

Se chiara è la motivazione dello sfogo, una cosa ancora non torna. Perché far deflagrare la bomba in questo momento delicato, con la squadra in crisi e a due giorni dalla delicatissima andata degli ottavi di Libertadores contro il Flamengo? “Ci ho pensato tutta la settimana e mi son detto: i momenti non si scelgono, accadono, e io sono trasparente e non speculo su un risultato sportivo. La mia decisione non è dovuta per i recenti risultati negativi. Il mio impegno con la società, i giocatori e con questo staff tecnico e con questi giocatori durerà fino alla fine ” risponde el Diego.

La ricandidatura di Blanco alla presidenza nelle prossime elezioni di dicembre 2020 appare quasi del tutto compromessa, con l’oficialismo messo alle spalle al muro e in balìa di socios e tifosi inferociti. ‘Milito es Racing y Racing es Milito’ è il grido di battaglia dei tifosi nei social, che manifestano anche davanti alla sede della società. Mettersi contro el Principe non appare propriamente un’idea intelligente, ne sa qualcosa Angelici, ex presidente Boca, umiliato nelle scorse elezioni dal jugador del pueblo bostero, Juan Román Riquelme.

Che farà ora Milito? Probabilmente da ieri è iniziata la sua carriera politica nella scalata verso la presidenza, ma questa naturalmente è solo un’ipotesi. Il terreno però appare fertile con le condizioni adatte per la raccolta finale, bisognerà vedere come matureranno gli eventi nelle prossime settimane. Altra prospettiva, ma abbastanza remota, sarebbe quella di tornare all’Inter in veste dirigenziale, magari accanto all’ex fratello Javier Zanetti.

Responsabilità, carisma e coraggio sono alcune tra le doti in bagaglio a Diego, anche ora in questi tempi difficili per l’Academia. “Sono lontano dal promuovere la disunione, anzi. L’ho dimostrato sin dal mio ritorno da giocatore nel 2014, aderendo e promuovendo ‘Racing positivo’ (fondazione ideata e fondata da lui ndr) in ogni momento perché nonostante le differenze di vedute bisogna sempre aiutare la società. Non dimentichiamo mai che la cosa più importante del Racing sono le persone che ne fanno parte. Vi chiedo di rimanere tutti uniti per sostenere la squadra. Diamo tutto per i colori che amiamo e per il sogno che abbiamo tutti, la Copa Libertadores”.

“No olviden nunca que lo mejor que tiene Racing es su gente. Les pido que no hagamos quilombo y que sigamos todos unidos hasta el final apoyando el equipo. Dejemos todo por los colores y por el sueño que todos tenemos, la Copa Libertadores”.

calcioargentino.it

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è cropped-cropped-filigrana-1-1.png

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Libertadores