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A livello emotivo il dodicesimo turno di Copa de la Liga è fortemente caratterizzato, inevitabilmente, dalla finale Libertadores tra Boca e Fluminense. Diversi stati d’animo e sfottò animano le tifoserie argentine. Poi c’è il campo che dice che è sempre più serrata la lotta per non retrocedere, con il Colón che inanella la seconda sconfitta consecutiva. Parallelamente è battaglia anche nelle zone alte della classifica General in chiave Copas. Il Godoy Cruz sembra aver dato il giusto colpo d’ala, mentre a seguire ci sono sei squadre per l’ultimo posto Libertadores. A due giornate dal termine c’è naturale anche nelle due classifiche dei gruppi di Copa de la Liga. L’impressione è che i verdetti arriveranno solo nell’ultima giornata del torneo regolare.

Oltre al già retrocesso Arsenal de Sarandí (ultima della Classifica Promedio) scenderà un’altra squadra, l’ultima della Classifica General (somma punti Primera Division+Copa de la Liga). Attualmente sarebbe il Colón.

San Lorenzo-Boca Juniors 1-1

Tra San Lorenzo e Boca alla fine è un pareggio che non serve a nessuna delle due contendenti. Si fa dura ora per Ciclón e Xeneize accedere alla fase successiva della Copa de la Liga, ancor più, qualificarsi alla Copa Libertadores dato il ritardo di entrambe nelle due classifiche. Per il Boca è un ritorno alla ‘normalità’ abbastanza traumatico dopo la Copa ibertadores perduta appena quattro giorni prima. Andatosene Jorge Almirón, desso in panchina c’è il tecnico della Reserva, Mariano Herrón a traghettare il club fino a fine anno, anche se, continuano ad affiorare i fantasmi. Vantaggio meritato di Merentiel ma poi pareggio di Bareiro dopo pasticcio difensivo tra Valentini e il portiere Romero e addirittura rimonta completata di Barrios, che trasforma al 91′ un gol, poi annullato per fuorigioco millimetrico. Si torna a casa un’altra volta con l’amaro in bocca, preseguendo nel momento più complicato della stagione. Questa le parole del Dt del Boca a fine gara: “I ragazzi hanno giocato una buona partita. Mentalmente il colpo della Libertadores è stato duro perché la speranza era molto grande, ma nessuno mi ha detto che non era in grado di giocare. Ora dobbiamo dare tutto per le prosime sfide che ci attendono”.

Da parte del Ciclón monta la polemica per il gol annullato al 91′ dal VAR per fuorigioco millimetrico. “Avremmo potuto vincere la partita contro una squadra che quattro giorni fa ha giocato la finale della Libertadores”, sbotta il tecnico azulgrana Insúa. “La cosa più positiva della partita è il grande impegno da parte di tutti. Per quanto riguarda la giocata finale, Girotti era perfettamente in linea”. Per il resto, il Nuevo Gasometro non si dimentica che si tratta pur sempre di un clásico e ‘carga’ con todo la squadra ospite con cori abbastanza eloquenti come ‘El que no salta es subcampeón’. Sebbene un punto quasi inutile per la classifica, il Boca riesce comunque a ‘sfatare’ una maledizione abbastanza particolare. Nei precedenti cambi tecnici (Ibarra per Battaglia ed Herrón per Ibarra) la squadra bostera aveva sempre affrontato il San Lorenzo al Nuevo Gasometro, uscendone sempre perdente. Ora, alla seconda di Herrón, sembra definitivamente cambiata la cabala.

River Plate-Huracán 1-2

L’Incredibile impresa dell’Huracán fa scalpore ed è la vera notizia della giornata. Cade così l’impressionante serie positiva di venti vittorie consecutive di fronte agli 86.000 del Más Monumental per opera di un Huracán, dato a quota 8 dai bookmakers alla vigilia della partita. Una vittoria ‘impossibile’, imprevedibile e colta da scetticismo dalle altre squadre coinvolte nel discorso retrocessione, assolutamente necessaria per il Globo con i preziosi tre punti che arrivano dall’ex della gara, il giovane Franco Alfonso, arrivato in prestito dal Millonario. È anche serata di addii da parte di due delle colonne di un River nell’ultima decade come Jonatan Maidana e il capitano Enzo Perez, ovazionati per l’ultima volta al Monumental dato che la prossima e ultima gara interna si giocherà nello stadio dell’Independiente per ‘esigenze economiche’. Poco male, il River è fermamente ai vertici del gruppo A e sarà una questione di tempo l’accesso alla seconda fase della Copa. Per il resto, dopo aver festeggiato indirettamente la vittoria del Fluminense, nel quartier generale di Nuñez si inizia a pensare anche alle prossime finali ‘pendenti’ in cui il Millonario sarà protagonista, come la Supercopa Argentina 2020 (contro il Boca); il Trofeo de lo Campeones 2020 (contro il Boca); la Supercoppa Argentina 2023 contro il prossimo vincitore della Coppa Argentina 2023; il Trofeo de los Campeones 2023 contro il futuro campeón della Copa de la Liga 2023 e la Supercopa Internacional 2023 contro il vincitore del Trofeo de los Campeones 2023 o il secondo classificato nella classifica annuale. Insomma, ricomincia l’ennesima caccia ai trofei.

Racing Club-Central Cordoba 1-1

Se anche il sempre tranquillo portiere e capitano del Racing inizia a perdere la pazienza allora vuol dire che il club non naviga in buone acque. “Se non sappiamo mantenere un risultato fino alla fine della partita allora è tutta una merda… Questo risultato non soddisfa le nostre aspirazioni. Dobbiamo vincere, vincere e vincere, questa è l’unica cosa che vogliamo in questo momento. Il punto non è utile”. E ne ha ben donde. L’Acadé ha il record particolare di esser riuscita a subìre un gol in tutte e dodici partite della Copa de la Liga, non riuscendo mai a mantenere la propria porta ‘invicta’. Di positivo c’è il ritorno del ‘motorino’ Carbonero dopo ben sette mesi dalla rottura dei legamenti e la titolarità del ‘gordoEmiliano Vecchio, il giocatore più in forma della squadra, ora considerato all’altezza della situazione anche dai traghettatori Grazzini e Videla. Il vantaggio da bomber di Roger Martinezilusiona‘ il Cilindro ma il Central Cordoba si dimostra squadra di spessore e carattere, riuscendo a pareggiare sul finale grazie alla freddezza del pibe (crack) Mateo Sanabria, al terzo centro consecutivo in Copa de la Liga. Altra delusione per i tifosi che lasciano mestamente lo stadio, consapevoli che anche il treno per la Libertadores 2024 è ormai partito. Solo la matematica (un punto) può dare in questo momento una sorta di speranza al popolo racinguistas.

Atl. Tucumán-Independiente 1-2

Il fine settimana più pazzo dell’Independiente si è appena materializzato. Se alla vigilia della finale di Rio de Janeiro c’era il timore di esser agganciati dal Boca a livello di vittorie in Libertadores, a risultato acquisito (di Rio) si esulta (anche sui social) e si professa l’orgoglio di essere l’unico Rey de Copas in ambito nazionale e internazionale. In campo, arriva anche la vittoria esterna contro l’Atlético Tucumán, in rimonta, che dona ulteriore autostima all’interno del gruppo e pone -definitivamente- il club fuori dalla lotta retrocessione, facendolo salire ora a soli quattro punti dalla ‘zona Copa Sudamericana‘. “Credo che la chiave sia stata il carattere della squadra per ribaltare la situazione. Ora pensiamo alla prossima”. Poi l’Apache si toglie qualche sassolino con i giornalisti, che lo interrogano su una prestazione ancora non del tutto convincente. “Sono stato io l’unnico a prendere in mano questo ferro caldo mentre tutti tiravano ‘merda’, adesso tutti siamo diventati esperti di tattica, esperti di sistemi di gioco.” Bocca cucita invece nel commentare la nuova amarezza dell’amato Boca che cade contro il Flu. Tra l’incudine e martello, Carlitos ha difatti imparato anche l’arte della diplomazia.

Le Altre:

La lotta salvezza aggiunge un nuovo capitolo nella stagione. Si complica la classifica del Colón che esce sconfitto dal Sola di Banfield al 91′: Taladro salvo; Sabalero che rimane ‘virtualmente retrocesso’.

Arsenal-Gimnasia inizia con mezz’ora di ritardo a causa di un corto circuito all’impianto di illuminazione. Alla fine la sfida si conclude 0-0 e la ‘figura del partido‘ è proprio…l’elettricista che risolto il guasto! Increible…

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