0 8 minuti 7 mesi

In palio punti preziosi nella penultima giornata di campionato. Ne approfitta il Boca che vince in casa contro il Newells avvicinandosi ulteriormente alle prime posizioni. Con il River già campione, mollano la presa Talleres e San Lorenzo. Successi importante in chiave Copas del Defensa y Justicia ed Estudiantes. Ad Avellaneda sorride solo il Racing. Ecco il 26° turno delle Cinco Grandes de Argentina (e non solo).

Estudiantes e Defensa y Justicia fanno i balzi più rilevanti nei piani alti di classifica

L’attuale media Promedio/retrocessioni. A fine anno ne scenderà una in B Nacional.

Boca Juniors-Newells 2-0

Nonostante il ‘solito’ ed ennesimo tormentone mediatico di mercato che darebbe ad un passo l’arrivo di Edinson Cavani, il Boca di Almirón non si distrae e regola la ‘pratica’ Newells con una vittoria che vale sei punti. Non tanto importante per l’aspetto di classifica, che proietta il Xeneize all’8° posto dopo la quarta vittoria nelle ultime cinque partite, quanto per confermare che le gerarchie all’interno del plantel de la Boca sono definitivamente cambiate. Non sono più i senatori Chiqui Romero, Marcos Rojo o Dario Benedetto a metterci la faccia e a tirare il carro, ma un classe 2004 e 2002 ultimamente in stati di grazia che stanno trascinando il Boca verso nuove certezze in chiave Libertadores. Era solo una questione di tempo perchè si vedeva lontano un miglio che el Colo Barco e Christian Medina avrebbero regalato magie anche in prima squadra. Non ci si aspettava però una continuità di rendimento tale da ridisegnare la stagione della squadra, dimenticandosi addirittura delle difficoltà estreme (eufemismo) della prima parte di semestre. Merito anche di un Almirón lucido che, comprese le difficoltà difensive del ‘colorado‘, gli concede carta bianca in attacco per inventare, come faceva nei bei tempi, Sebastian Villa. Già Villa: ormai ce ne siamo dimenticati ma nel computo della stagione bisogna farsi anche qualche domanda: a che punto sarebbe ora il Boca con l’apporto del giocatore più determinante del futbol argentino? (cit. Riquelme).

Rosario Central-River Plate 3-3

Se ‘la gloria es para Dios’ era stata sfoggiata sulla T-shirt nel momento del trionfo per celebrare l’importantissimo gol nel SuperClasico, lo doveva essere anche al momento della prova; nel buio sportivo-spirituale e nell’obbedienza cieca al ‘superiore’ Demichelis. Rischiava infatti di creare un mini spaccatura all’interno dello spogliato del River, el Colibrí Borja, dopo la scelta del Dt di escluderlo dagli undici titolari contro il Rosario Central. Gli era stato preferito ‘l’oggetto misterioso’ Salomón Rondón (gol) e lui era ‘caduto in tentazione’ divulgando via social un post polemico come risposta alla decisione tecnica. Saputo nel dopo partita dell’accaduto, Demichelis glissava sulla situazione non dando troppa importanza. Morale della favola? Il giorno dopo Borja postava una storia con video che lo ritraeva intento ad allenarsi …più intensamente di prima. Per ‘la Gloria de Dios’, del River e di Demichelis.

San Lorenzo-Argentinos Jrs 0-2

Prima o poi doveva capitare. Il Ciclón torna a subire un gol in casa dopo il record storico di imbattibilità in Primera di 1504 minuti. Un’Argentinos ben più meritevole del San Lorenzo (e più riposato) impone la legge del più forte giocando a tratti un futbol ‘maravilloso‘ agli occhi degli esteti. Versione confermata anche dal Dt dei locales, el Gallego Insúa: “Abbiamo affrontato una grande squadra che gioca molto bene al fútbol”, ha commentato a fine gara il tecnico, “sapevamo che ci avrebbero messo in difficoltà. Penso che abbiamo visto una differenza fisica fin dall’inizio tra le due squadre, dato che venivamo dal giocare mercoledì sera. Non tanto nelle occasioni da gol, ma in fatto di freschezza atletica. Altro dato che fa ben capire la solidità della difesa cuervas e il primo semestre eccezionale di stagione è il ritorno alla sconfitta dopo ben 990 minuti tra Liga Profesional, Copa Argentina e Copa Sudamericana.

Racing Club-Central Cordoba 3-1

Racing contro Central Cordoba, ovvero, la cartina tornasole che mette in luce in maniera palese la stagione racinguista. Dopo aver dominato in lungo e in largo il primo tempo e inizio ripresa con addirittura tre gol, (finalmente Nardoni e grande prova di Ojeda) il Racing improvvisamente spegne la luce, vera costante di questo semestre. Prima il gol annullato per fuorigioco, poi quello convalidato a Kalinski e poi quello sfiorato nei titoli di coda inducono a pensare che alla fine la Acadé sia stata anche fortunata. Il Racing mostra una adeguata bocca di fuoco, non supportata però da una fase difensiva. In una parola: mancanza di concentrazione a determinate fasi di gioco ed equilibrio. Ma ad Avellaneda la gara è già archiviata e l’analisi appare un aspetto secondario rispetto alle voci di mercato che si rincorrono in queste ore: “Sono consapevole che abbiamo bisogno, stiamo cercando e abbiamo già analizzato più di 200 giocatori per rinforzare la squadra”, ammette Fernando Gago. “Non possiamo aspettarci di avere 20, 25 o 3 rinforzi domani. Il mercato in Europa termina il 31 agosto quindi immagina tutto il tempo che c’è per definire un giocatore. Sono stato trasferito da giocatore in due operazioni il 31 agosto alle 23:30. Non mi piace che il campionato termini avendo solo quattro giorni per preparare una partita di Copa Libertadores; ora come ora la struttura della Liga ci penalizza”. Della serie, le analisi a fine stagione.

Atl. Tucumán-Independiente 1-0

El ruso Zielinski torna nella ‘sua’ Tucumán, luogo di imprese leggendarie con l’Atletico ma la trasferta si dimostra tutt’altro che facile. Complice anche il metro arbitrale, pesantemente criticato, che concede un rigore molto contestato al Decano risultante poi decisivo per la sconfitta. “Il rigore è stata una ‘vergüenza, ma anche non espellere (Nicolás) Romero sul fallo su (Baltasar) Barcia”, si sfoga Zielinski, che poi continua: “Non ho molto altro da aggiungere. Non mi piace parlare degli arbitri, ma oggi è stata davvero una vergogna che ci ha condizionato al di là della partita equilibrata. Ogni volta che chiamano dal VAR sembra che bisogni contraddire le decisioni dell’arbitro in campo, sembra una cosa prestabilita”. E poi, parlando delle prestazione della squadra: “Ogni settimana facciamo un passo avanti e un altro uno indietro. Era tanto che non dovevamo rimontare il risultato, ma poi ci succede sempre qualcosa. Venivamo da una bella partita a Santiago del Estero, ma non riusciamo a reagire. Continueremo a lavorare per migliorare”.

Le altre

L’Estudiantes veleggia verso le zone alte grazie anche alla vena ritrovata di un suo protagonista, quasi inatteso per la presenza dei più noti goleadores Carrillo e Boselli: Benja Rollheiser, doppietta e terzo gol in due partite.

Saluta definitivamente il Tigre, Mateo Retegui, pronto ad iniziare una nuova avventura nel Genoa in serie A.

A sorpresa il Gimnasia, sotto 2-0 ferma il Talleres al Kempes: i due gol sono entrambi opera di Eric Ramirez, alla terza rete stagionale col Lobo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Libertadores