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Ha vinto il Sur. L’Argentina ha fatto vincere il Sur.

De verdad, anche la Francia ha molti giocatori con origini nel Sud del mondo. 

I Sud infatti spesso offrono ai Nord persone che hanno sofferto, lottato e faticato per costruirsi una vita dignitosa. Succede in Sudamerica, in Francia e nel meridione italiano. Come dice De Paul: “nacimos para sufrir”. Il Sud spesso ha contribuito alla grandezza del Nord, che nonostante questo lo guarda con disprezzo.

Basti pensare allo narrazione degli argentini antisportivi dopo la partita contro l’Olanda, senza nessuna menzione di quanto detto e fatto dagli olandesi. Il Nord non sbaglia, è il Sud che non sa come comportarsi. Scaloni ha dovuto affermare che la sua squadra sa vincere e sa perdere. Nessuno ha chiesto a VanGaal il motivo delle sue dichiarazioni e del comportamento intimidatorio dei suoi giocatori durante i rigori.

Ecco perché è giusto che abbia vinto l’Argentina: per le villas, per l’inflazione, per i cartoneros. Per Napoli. Perché, almeno per un po’, anche i tanti poveri possano sentirsi parte di una società e possano gridare insieme a chi ha platas para comer cada dia.

Di certo, il Sud ha reso bellissima anche la nazionale francese: atleti fantastici, risultato di una mescolanza di etnie che hanno migliorato e forgiato muscoli e anche mentalità.

Che partita incredibile è stata Argentina-Francia. Due storie, due inni.

L’inno argentino: parla del rumore che fanno le catene spezzate e della libertà che il popolo ha conquistato. I calciatori argentini lo cantano con gli occhi chiusi e sanno che lo stanno cantando 45 milioni di persone que ahora estan volvendo a ilusionar.

La Marsigliese: un inno in cui si grida  di gloria che arriva dopo sangue e sgozzamenti. Marsiglia, la città emblema dei popoli del Sud del mondo che provano al Nord una nuova strada, ma spesso sono emarginati in banlieu invivibili dove Maghreb e Africa Nera convivono e si arrabbiano.

Guardando le sucias caras dei tatuati pibes noti la fatica che serve per spezzare le catene. Sono imperfetti, e li ammiri perché sono umani. Anche guardando i semi-divini giocatori francesi, statuari e atletici si prova ammirazione. Sono figli di quelle storie, di un Sud che ha lottato per farcela.

Tanti giocatori figli di immigrati però hanno detto che sono francesi o tedeschi o di qualsiasi nazione solo se vincono, altrimenti tornano a essere maghrebini o africani.

Corri e vinci, se no non servi. Il Marocco aveva molti tifosi nelle banlieus, francesi e no.

Gli argentini, Messi non avevano alternative se non il riscatto e per questo hanno vinto. Hanno pianto mille volte durante il mondiale, hanno palesato la loro fragilità. Quella stessa debolezza delle genti del sud.

Perché è giusto che abbia vinto l’Argentina, allora?

Per Leo, perché si possa ergere al ruolo di migliore del mondo e della Storia. Criticato, perché non ha huevos, senza il Barcellona non vince. Umano, debole eppure, finalmente, ganador.

Per Diego, que desde el cielo con Don Diego y la Tota alentaba a Lionel. Pelé era un semidio. 

Lui era D10S, ma era umano, imperfetto, fragile e per questo immenso.

Ma soprattutto per tutti i Sud del Mondo dove la gente ha bisogno di belle storie che facciano star bene. Chi muore di fame, chi lotta per sopravvivere ha bisogno di un sogno.

Panem et circenses. Bread and roses.

Certamente, buoni governi e bassa inflazione migliorerebbero le pessime condizioni di vita delle villas e delle banlieus. Alla palla da calcio forse non possiamo chiedere anche questo.

Ci sono milioni di persone nel Sud del mondo che ora piangono di gioia, anche a Napoli. Giusto che abbia vinto questa Argentina contro la Francia. Lacrime e imperfezione piuttosto che atletismo e sicurezza di sé.

Mbappe durante l’inno rideva, consapevole di essere dove meritava di essere.

Ha perso. Ha vinto chi conosce le lacrime e che si è trovato dove certa gente, coi capelli tagliati strani, i tatuaggi, i corpi non perfetti non pensa di poter mai arrivare.

Nelle parole di un Oriental come Mario Benedetti:

“Lento pero viene
El futuro real
El mismo que inventamos
Nosotros y el azar
Cada vez más nosotros
Y menos el azar”

Se lo è costruito il futuro questa squadra, pur sconfitta alla prima partita.

È quindi giusto che abbia vinto l’Argentina, anche per un’altra freddissima vendetta: Borges non ha mai vinto il Nobel per la letteratura. 

Messi finalmente lo ha vendicato, vincendo la più borgesiana delle partite.

La coppa del Mondo torna al Sur:

“Vuelvo al Sur, 
como se vuelve siempre al amor, 
vuelvo a vos, 
con mi deseo, con mi temor. 

Llevo el Sur, 
como un destino del corazon, 
soy del Sur, 

como los aires del bandoneon

Quiero al Sur, 
su buena gente, su dignidad, 
siento el Sur, 
como tu cuerpo en la intimidad”

(Piazzolla e Solanas)

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