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Non accadono miracoli al Maracaná. Il Vélez esce dalla Copa Libertadores ma a testa alta dopo la dignitosa gara di ritorno giocata a Rio de Janeiro, strappando anche la ilusión iniziale dopo il vantaggio di Pratto. Al triplice fischio strappa meritatamente il biglietto per la finale il Flamengo, che non abbassa la concentrazione dopo l’esaustivo 4-0 dell’andata e si impone per 2-1. Mengao in Ecuador e stadio in delirio: è questa l’instantanea dell’attesa serie delle semifinali Libertadores.

E dire che la serata era iniziata con un colpo di scena inaspettato che ammutoliva il mitico stadio carioca. Palla rubata da Garayalde, apertura per Janson e centro per Pratto che non sbaglia per l’urlo dei 4.000 al seguito. Gol Fortín e vantaggio che non ti aspetti. Ci vogliono venti minuti buoni per ristabilire l’ordine naturale delle cose e assistere al pareggio rossonero che stoppa la speranza argentina di un nuovo Maracanazo. Più tardi, sarà il ‘solito’ Pedro – tre gol nel doppio confronto – a chiudere i conti e ufficializzare la terza finalissima degli ultimi quattro anni nel sub continente per il Clube de Regatas do Flamengo.

La jerarquia della squadra brasiliana fa la differenza nel 6-1 complessivo. Altro pianeta, altro futbol quello praticato dagli uomini di Dorival Silvestre Junior, tecnico arrivato in tempo per trasformare il club dopo un inizio di stagione a dir poco imbarazzante. Ora l’aspetta la sfida decisiva contro l’Atletico Paranaense il 29 ottobre a Guayaquil, per sognare la terza Copa Libertadores in 127 anni di gloriosa storia.

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