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Leo Messi in stato di grazia, è il migliore dei suoi nella partita di esordio nella Copa America. Che però non basta.

Termina con un pareggio la prima assoluta della Seleccion Albiceleste nella Copa America. Contro il Cile è ancora 1-1, grazia ai gol su punizione di Messi al 33′ e al pareggio di Vargas nella ripresa. E lo stesso risultato di due settimane fa nella qualificazione mondiale di Qatar 2022 giocata a Santiago del Estero. Un pari che sostanzialmente non soddisfa le ambizioni argentine della vigilia, considerando anche l’assenza di Alexis Sanchez, ma che oggettivamente conferma il grande equilibrio tra le due squadre.

Parte male l’Argentina. Il Cile constentemente tiene l’iniziativa e schiaccia Messi e compagni in difesa alla ricerca di qualche cerca di deviazioni sottomisura su traversoni che spiovono dalla trequarti. Passata la paura iniziale, l’Argentina si scuote e dal 20′ inizia lo show di Giovani Lo Celso; el mediocampista protegge palla, si prende il fallo, accompagna la giocata nello stretto con assist al bacio (taco) e verticalizzazioni nel lungo, senza troppo timore. È un buon momento per l’Argentina che ora tiene il pallino del gioco e si rende pericolosissima nelle ravvicinate conclusioni di Lautaro e Nico Gonzalez. Messi è in gran giornata e lo si vede per l’attitudine a non tirarsi indietro nel lavoro sporco. Lavora di spada Leo, recuperando preziosi palloni, ma anche di fioretto, assistendo gli sciagurati compagni e inventando nuovi gol, a noi umani incomprensibili.

La pennellata su punizione che si infila all’incrocio è semplicemente un qualcosa che sa di divino, e che si aggiunge alla pagina numero 12.322 nell’album delle prodezze personali. Grandissimo è davvero il gol di Messi che inaugura come meglio non potrebbe l’esordio in Copa. El Diez ha anche la lucidità necessaria di esultare come un altro Diez fece a suo tempo; ‘alla Maradona’, nel giorno dell’omaggio della Conmebol a Diego.

‘Trova le differenze’ potrebbe essere il titolo.

Ci si attende un complemento che confermi la buona interpretazione della gara vista finora, ma inspiegabilmente ciò non accade. Anzi, cala la tensione collettiva e si va in blackout. Il Cile fa la sua onesta partita, premendo in fase di possesso e contropiede. Ed è in quest’ultimo contesto che al 57’ La Roja conquista il rigore del pari: fuga sulla sinistra di Aranguiz e fallo da rigore di Tagliafico su Vidal, che il Var assegna dopo rapida consultazione. Si incarica lo stesso Vidal della battuta ma Martinez intuisce mandandolo sulla traversa. La palla ritorna alla disponibilità dell’ interista che carica il tiro, ma è pure fortunato che Vargas lo anticipi di un soffio. Se infatti Vidal avesse segnato, il gol non sarebbe stato convalidato.

Tutto da rifare quindi per un Argentina, colpita al cuore e nel morale. Deve risalire in cattedra Messi che deve fare gli straordinari nel campo pesante del Nilton Santos di Rio. Prima serve magistralmente De Paul (78’) e poi Gonzalez (79’), ma le conclusioni dei giocatori deludono, e non poco, le aspettative. Con l’ingresso in campo di Di Maria e Agüero inizia l’assedio finale alla difesa roja, senza però più incidere. Si conclude così la partita di esordio con Messi miglior in campo ma con l’attacco non all’altezza della situazione.

Si sperava di certo in un inizio migliore. Il pari sta stretto a una squadra che spreca troppo lì davanti e che subisce spesso alla prima occasione avversaria. Ed ora bisognerà essere ancor più bravi sabato notte ad affrontare l’Uruguay di Cavani e Suarez. Quelli non scherzano.


calcioargentino.it

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