++ Locura total in Brasile-Argentina. Al 5′ minuto le autorità sanitarie brasiliane entrano in campo per cercare di impedire a Lo Celso, Buendia, Emi Martinez e Cuti Romero di continuare a giocare. Tutto per una presunta mancata attuazione della quarantena obbligatoria locale

.++ I quattro giocatori in questione arrivando da un Paese a rischio come l’Inghilterra e secondo la legge sanitaria locale erano obbligati a isolarsi. Ma esiste il protocollo Comnebol firmato da tutte le Federazioni, che bypassa le varie quarantene se viene formata una ‘bolla sanitaria’ di almeno 72 ore. Quello che è successo.

++ Indignazione dei giocatori e corpo tecnico. Parla Scaloni, Dt Argentina: “In nessun momento ci è stato comunicato che non potevano giocare; all’improvviso sono entrati in campo gente che voleva portare via i nostri giocatori. Il delegato Conmebol mi ha detto di ritirare la squadra negli spogliatoi”.

++ Parla anche il presidente AFA Chiqui Tapia: “Quello che è successo è assolutamente deprecabile. Quattro persone sono entrate in campo senza mascherine e hanno detto di voler notificare qualcosa. Quando un agente armato interrompe una partita, questa deve essere sospesa. Per questo la Conmebol ci ha chiesto di andare negli spogliatoi”.

++ L’Argentina ritorna in aereo in Argentina. La partita con il Brasile è sospesa, La Federazione albiceleste chiederà la vittoria a tavolino presso il tribunale disciplinare della FIFA.

++ La CBF accusa l’ANVISA, le autorità sanitarie brasiliane, della sospensione. “La Cbf sottolinea inoltre che in nessun momento, ha interferito al protocollo sanitario stabilito dalle autorità brasiliane per l’ingresso delle persone nel Paese. La federazione ribadisce la delusione per gli eventi e attende la decisione di CONMEBOL e FIFA sulla partita.” si legge dalle nota.

++ Questa la netta presa di posizione della ANVISA: “Tutti e quattro i giocatori devono essere espulsi dal Brasile. Saranno multati e sanzionati per la sequenza delle infrazioni sanitarie. Non hanno rispettato le norme sanitarie brasiliane”. Ma i calciatori sono stati già identificati e lasciati liberi alla dogana tre giorni prima.