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Commozione, entusiasmo, pianti, copa e medaglie. C’è di tutto al termine dell’infinita finale che ha consacrato la Seleccion Argentina nuovo campeon mundial. Ecco le voci dei protagonisti nel dopo gara.

Scaloni: “Sono enormemente orgoglioso. Sono meno emozionato degli altri giorni ma oggi finalmente mi sono liberato. Questa squadra mi rende solo orgoglioso, è tutto merito loro. Voglio dire alla gente di godere di questi momenti, perché è un momento storico.”

De Paul: “Siamo nati per soffrire, soffriremo per tutta la vita, ma questi giorni non li dimenticherò mai. Penso che siamo giusti vincitori. Per essere campioni abbiamo dovuto battere il campione in carica e ce l’abbiamo fatta Questa è una gioia che non so spiegare”.

Nico Tagliafico: “Il primo tempo è stato molto buono. Nel secondo abbiamo commesso i nostri errori, ma abbiamo saputo andare avanti nonostante la stanchezza e la loro nuova volontà. Lo dedico a tutti gli argentini e a tutte le persone che ci hanno sostenuto”.

Leandro Paredes: “Non ci sono parole per questo. Non ho mai sognato una cosa così. Bisogna godersi questi preziosi momenti. Ho pensato a tutta la mia famiglia, a tutto il percorso che ho fatto, a mia moglie, i miei genitori, quelli che mi incoraggiano dal cielo, quelli che ci hanno accompagnato durante tutto questo cammino”.

Paulo Dybala: “In questo momento sto pensando a Córdoba, alla festa che staranno facendo. Entrare così a freddo e tirare un rigore non è stato facile, ma la mia testa era sgombra. Le emozioni che stiamo vivendo in questo momento sono uniche”.

Enzo Fernández: “Sono successe così tante cose in questi giorni che non mi sembra reale. Essere qui, avere la possibilità di vincere un Mondiale con il mio Paese non ha prezzo. Tutta la mia famiglia è qui, questa Copa la porterò per sempre nel mio cuore”.

Dibu Martinez: “Ho vissuto i rigori con calma. Ancora una volta ho subìto tre tiri in porta e tre gol. Ma credo di aver rimediato subito dopo. Provengo da un posto molto umile e questa gioia è per loro, per tutti gli argentini. Voglio dedicarlo alla mia famiglia”.

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