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25 novembre 2020. È passato un anno da quando Diego Armando Maradona ci ha lasciati: a pensarci, alcune volte sembra ieri, altre sembra passato un secolo, di certo è che vorremmo non fosse mai successo.

Perché il Pibe de Oro è come quell’amico che deve andarsene prima dalla festa, mentre tu invece vorresti restasse fino alla fine per non perdersi nulla, e alla fine vi salutate con: Vabbé poi mi racconti”.

Ecco, Pelusa, ne avremmo tante da raccontarti! L’Argentina ha finalmente vinto un trofeo dopo 28 anni, quella Copa América talmente tanto maledetta che nemmeno tu eri riuscito a sollevare, è toccato a Messi alzarla; Il tuo Napoli sta lottando per lo scudetto con il Milan, come ai tempi delle grandi sfide tra te e Van Basten; il Boca? Insomma, così così, ma vedessi cos’hanno fatto in Argentina per il tuo compleanno: nessuno se l’è dimenticato, è stato un grande carnevale in ogni stadio e tutto il Paese si è unito nel celebrare i tuoi 61 anni.

Non possiamo fare a meno di urlarlo a tutto il mondo quanto ci manchi: sono state scritte canzoni, girati film e serie, ogni muro libero è stato coperto da un tuo murales, a qualsiasi latitudine. Argentina, Italia, Stati Uniti, Emirati Arabi, Cina, Medio Oriente… Ovunque, c’è un Maradona che calcia il pallone.

Persino chi non riesce a ricordare la propria vita di tutti i giorni si ricorda di te, Diego: el Doctor Bilardo ogni tanto ritrova lucidità nel suo torpore e chiede “el Diez donde está?”. Poi, per fortuna, se ne dimentica e non deve fare i conti con la realtà.

Un’ultima cosa, Diego: la Selección si è già qualificata al Mondiale in Qatar il prossimo anno, diamoci appuntamento là. Per Messi, Di María e molti dei tuoi ragazzi sarà quasi certamente l’ultimo ballo, servirà l’appoggio di tutti e so che tu non vorrai far mancare il tuo. Non importa se arriverai un po’ in ritardo, un posto nella tribuna d’onore dello stadio, o del nostro cuore, per te ci sarà sempre. Ci vediamo al calcio d’inizio. Arrivederci, Diego, un abrazo.

di Giacomo Cobianchi


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