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Ha battuto tutti i record Gaston Edul, giovane giornalista argentino, diventato celebre dopo l’ultimo mondiale del Qatar, nell’esclusiva copertura della Selección Argentina come inviato dell’emittente TyC Sports. A distanza di pochi mesi, el periodista si è rimesso sulle tracce dei campioni del mondo, girando in lungo e in largo l’Europa e portando a casa l’ennesimo successo in dati di ascolto. Ecco il diario di quei giorni dalle parole stesse di Gastón, apparse su Clarin e riferite alla sua nuova e avventura professionale.

“Dieci interviste a dieci campioni del mondo in una settimana, volando dalla Francia alla Spagna, dalla Spagna all’Inghilterra, dall’Inghilterra all’Italia e da lì a Buenos Aires. Mentre rivedo l’agenda, ora che sono arrivato da poco a Buenos Aires, stento a credere che siamo riusciti a fare tutto (o quasi) di quello che ci eravamo proposti”, ammette Edul parlando con il Diario Clarin.

PARIGI. “La storia è iniziata nella copertura dei premi ‘The Best’ a Parigi, ovvero la consacrazione per il calcio argentino dopo il mondiale, vissuta davvero con molta emozione da tutti noi che eravamo lì. Sul tappeto rosso del teatro abbiamo avuto modo di parlare con Lionel Messi, Lionel Scaloni, Chiqui Tapia e Dibu Martínez, ma abbiamo anche avuto la possibilità di intercettare Didier Drogba, Casemiro, Richarlison, Arsene Wenger e Roberto Carlos. Arrivati il 27 febbraio, abbiamo trascorso un giorno e mezzo nella capitale francese. Poi è iniziata la locura”.

Leo Messi al The Best si ferma solo per salutare Gaston Edul

MADRID. “Il giorno dopo, martedì 28, abbiamo iniziato questa serie di viaggi e interviste che avevamo concordato da settimane con i giocatori e la stampa di ogni club, fremendo per i sempre possibili imprevisti e per qualche evento imponderabile che poteva rovinare il tutto. Ma fortunatamente è andato tutto per il verso giusto. Quello stesso martedì siamo atterrati ​​a Madrid e dall’aeroporto ci siamo diretti verso lo stadio dell’Atlético Madrid per intervistare Nahuel Molina e Rodrigo De Paul. Quella di De Paul, in particolare, è venuta benissimo. E’ stata una delle migliori interviste realizzate perché abbiamo trascorso più di un’ora chiacchierando di tutto in diretta sul canale argentino, ispirazione, il giorno dopo, per ogni sorta di titolo di giornale e di commento social. E’ stata in quell’occasione che Rodri ha ‘lanciato la bomba’, definendo la squadra vincitrice in Qatar come la migliore di quelle che avevano alzato il Mondiale. Avevamo iniziato il viaggio con il piede giusto in termini giornalistici; avevamo già segnato un golazo“.

LONDRA. “Ma dovevamo andare avanti, la strada era ancora lunga. Siamo stati in Spagna circa venti ore ma poi mercoledì 1 marzo all’alba siamo volati a Londra, dove siamo arrivati ​​alle 6 del mattino. Siamo atterrati in terra inglese e velocemente abbiamo preso un treno per Brighton, a un’ora a sud della capitale inglese, verso la piccola cittadina di pescatori e gabbiani dove vive e gioca Alexis Mac Allister. Arrivati a casa sua, siamo andati in diretta a mezzogiorno in Argentina per il programma di Ariel Rodríguez. Siamo poi tornati a Londra, abbiamo dormito un po’ e il giorno dopo, giovedì 2, siamo risaliti in treno per percorrere 160 chilometri verso nord, fino a Birmingham, la seconda città del Paese. Arrivati nel centro sportivo dell’Aston Villa ci aspettava Dibu Martínez, ancora felice per aver vinto il premio ‘The Best’ per il miglior portiere”.

ROMERO, FERNANDEZ, MARTINEZ E JULIAN ALVAREZ. “Venerdì 3, dopo aver passato la notte a Londra, siamo rimasti in città e siamo andati molto presto al New White Hart Lane, lo stadio del Tottenham, per intervistare el Cuti Romero. L’intervista è riuscita molto bene e lo stadio mi ha veramente impressionato, come peraltro, molte delle locations che abbiamo visitato. Sarebbe stato bello goderci maggiormente quei momenti ma dovevamo correre per la prossima tappa. Dopo aver parlato con il Cuti, ci siamo diretti verso i quartieri est della capitale dove abbiamo incontrato Enzo Fernández, nella sua prima intervista da quando è arrivato al Chelsea. Il giorno dopo siamo risaliti su un treno per spostarci a Manchester, circa 350 chilometri più a nord. A mezzogiorno siamo andati allo stadio dello United dove ci aspettava Lisandro Martínez. La nota è durata un’ora, il che, ci ha permesso di arrivare in fretta dall’altra parte della città per vedere Julian Alvarez. Quel pomeriggio, il Manchester City giovava contro il Newcastle per la Premier e l’idea era di intercettare Julián nel post-partita. Ma purtroppo l’araña non giocò un solo minuto. Fortunatamente, Juli è rimasto ad allenarsi e ci ha ricevuto più tardi e abbiamo velocemente preparato lo studio nel box personale dei familiari all’Etihad Stadium, un posto incredibile. Come dicevamo, le situazioni imponderabili appaiono sempre in questi tipi di viaggi e una dose di buona fortuna è sempre necessaria”.

ITALIA. “Francia, Spagna e Inghilterra erano state completate, ora mancava l’Italia, il quarto Paese in meno di una settimana. Domenica 5 è stata una giornata dedicata al viaggio: con la valigia sempre pronta abbiamo preso un treno da Manchester a Londra, e da lì un aereo per Torino. Ci siamo riposati per bene e lunedì 6 nel pomeriggio abbiamo incontrato Leandro Paredes in diretta da casa sua per TyC Sports“.

FINE DEL VIAGGIO. “Martedì 6 al mattino abbiamo preso un treno da Torino a Milano, dove ci aspettava Lautaro Martínez per l’ultima tappa di questo incredibile viaggio. In totale abbiamo realizzato dieci interviste, tra diretta e note registrate, montate a Buenos Aires e trasmesse secondo le esigenze del canale. Mercoledì 7 ero in volo a Buenos Aires per il ritorno a casa. Riguardando indietro mi rendo conto che è stato un viaggio incredibile, che avrei fatto altre mille volte se me l’avessero chiesto. Tutto ciò è stato possibile grazie al canale, ma anche per la gentilezza e il calore di ciascuno degli intervistati. Loro sono campioni del mondo, ma vi assicuro sono ancora super disponibili quando si tratta di chiacchierare con i giornalisti, soprattutto, se si tratta di una testata argentina”.

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