0 5 minuti 3 settimane

Grande entusiasmo nel mondo boca dopo l’impresa del Monumental. Ubeda si dimostra ancora una volta vincente dopo l’ultimo successo alla Bombonera lo scorso novembre, confermando il buon momento della squadra che sembra aver trovato una propria identità. In sala stampa può finalmente accennare al sorriso dopo oltre 100 minuti di stress emotivo: “Abbiamo meritato di vincere, forse avremmo dovuto segnare un altro gol.  A tratti, a causa delle condizioni del campo, non siamo riusciti a concretizzare alcuni contropiedi . Avremmo dovuto segnare un altro gol circa 15 minuti prima.”

Prestazione da incorniciare di Paredes che sboccia nella partita più importante del semestre. E’ lui la differenza abissale tra i giocatori di River e Boca. “Ho visto Leandro in gran forma. E’ stato concentrato fino alla fine, sapendo leggere alla perfezione la partita. Leandro è un leader naturale, un giocatore straordinario, e non dico nulla di nuovo su questo.  Aggiungo che è molto umile, sa come guidare bene il gruppo, e questo contribuisce a rendere ogni giorno migliore.  Ci aiuta a creare un ambiente piacevole e a lavorare con calma e serietà.”

“Il mio ruolo è irrilevante; l’importante è che il Boca vinca e che i giocatori e lo staff siano contenti.

“Siamo un gruppo molto affiatato e questo ci permette di lavorare con serenità. Anche Lautaro (Di Lollo) e Ayrton (Costa) hanno fatto un lavoro impeccabile. Sono riusciti a mantenere la fase difensiva in modo eccellente. Hanno fatto quello che dovevano fare nei momenti cruciali: impostare il gioco da dietro quando possibile e superare le linee avversarie se necessario. Questo è il futbol.”

“Il Superclásico? Sappiamo tutti l’impatto globale di questa partita. Siamo contenti di aver vinto entrambe le volte che li abbiamo affrontati.  In questa partita, la squadra ha giocato in modo intelligente e strategico, gestendo bene il ritmo, e noi non ne abbiamo sofferto; non ci hanno messo sotto pressione. Ci sono state pochissime occasioni vicino alla porta di Brey.”

Di tutt’altro tenore il tecnico del River, Eduardo Coudet, alla sua prima stracittadina da allenatore, che perde proprio contro il Boca la sua imbattibilità in campionato dal suo arrivo a Nuñez. La partita, a dire il vero, è stata piuttosto noiosa. Tipica di un clásico combattuto. Nessuna delle due squadre ha mostrato grande estro offensivo”.

“Il nostro piano di gioco era chiaro: dovevamo fare passaggi corti, cercare di creare occasioni contro una squadra che si sarebbe chiusa in difesa e ci avrebbe aspettato, ed è esattamente quello che è successo. Abbiamo perso la partita che non volevamo perdere”.

Segnali già avversi arrivavano già dopo quindici minuti dall’inizio della partita, quando Driussi, il bomber ultimamente in stato di grazia, chiedeva il cambio per infortunio muscolare. “La situazione si è complicata per noi dopo l’uscita di Seba (Driussi) all’inizio. Poi abbiamo commesso degli errori, ma abbiamo avuto chances per pareggiare.  Dobbiamo continuare a lavorare. Abbiamo perso la partita che non volevamo perdere. Non avevamo mai perso prima, e questa era la partita che meno volevamo perdere . Dobbiamo migliorare, e continuo a sottolineare che dobbiamo continuare a lavorare nel tempo per cercare di migliorare sempre di più.”

E poi c’è la polemica della giornata. Quella spinta di Herrera in area su Montiel non sanzionata con il calcio di rigore dall’arbitro che Coudet con grande onestà intellettuale glissa.Onestamente non voglio parlare dell’arbitraggio. Se ne è parlato molto. E beh, credo sinceramente che ne sappiate più di me“.

Tutto quello che devo fare è assumermi la responsabilità del fatto che credo che la squadra, come dico sempre, possa giocare meglio. Non è una scusa: abbiamo le nostre difficoltà, come sempre”.

“Ho detto che nei momenti difficili i giovani del River Plate si fanno sempre avanti. Ma è anche difficile quando devi cambiare le carte in tavola in un derby e guardare indietro e avere quattro o cinque ventenni; questa è la realtà. La responsabilità è mia e non la scaricherò sui giovani giocatori del club. Abbiamo bisogno di loro; si fanno trovare pronti nei momenti difficili,ma la responsabilità deve essere mia, non dei giovani”.

“Se avessi fischiato anche il fallo su Maxi Salas?  Posso dirvi che in entrambi i casi si è trattato di decisioni al limite. Ma quando si perde, bisogna stringere i denti, lavorare sodo e andare avanti”.

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Libertadores