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“¿Ya está? ¿Ya cumpliste?”, “può bastare?, hai fatto il tuo dovere?“, dice Ponzio all’arbitro Ramirez dopo l’espulsione di Montiel che ha decretato la doppia inferiorità numerica del Millonario. Dopo la Clasicisima della Bombonera l’umore a Nuñez è nerissimo. Ma nei confronti dell’AFA, dopo che la guerra tra Tapia e il club di Di Carlo, ora sta raggiungendo vette inesplorate. La decisione di abbandonare i tavoli federali, avere un’opinione differente da quella di Chiqui Tapia ed essere l’unico club presente nelle Comissioni esecutive federali (l’Estudiantes nemmeno più partecipa) ad opporsi alle ‘riforme’ Tapia, sta facendo pagare un conto salatissimo al River anche sul campo. E non sembra solo il vittimismo da parte di chi ha perso la partita dell’anno.

L’espulsione di Martinez Quarta dopo soli sette minuti è quantomeno curiosa. Ramírez non ravvisa il fallo di Lucas Martínez Quarta su Miguel Merentiel. Pur trovandosi in una posizione ottimale Ramirez sceglie di non fischiare, mostrando il solo giallo. Viene richiamato dal VAR a visionare l’episodio, per poi cambiare il cartellino ed estrarre il rosso nei confronti del difensore, anche se il fallo avviene lontano dall’area di porta. Con Marcos Acuña che probabilmente avrebbe potuto intervenire. Ma facciamo finta che ci può anche stare. Appare però quantomeno severa in un contesto particolare dove i falli ‘più pesanti’ sono considerati parte del gioco, la decisione di punire dopo sette minuti un intervento del genere. Una linea arbitrale del tutto inappropriata in una gara del genere. Ma nemmeno questo è il punto focale, perchè questa linea appare severa solo per gli interventi ai danni del River. Quello che probabilmente fa gridare vendetta è infatti il mancato rigore di Lollo su Otamendi dopo una trattenuta evidente, la mancata espulsione di Paredes con il giallo già sulla groppa e l’intervento da rosso di Blanco su Andrada, fotocopia di quello che Montiel, il quale invece verrà espulso sul finale di partita

Non solo i falli sanzionati che fanno infuriare il popolo millonario, ma il diverso trattamento arbitrale nella partita più importante dell’anno. E non è nemmeno la prima volta. Già l’anno scorso il club millonario si sentì penalizzato dopo che l’arbitro Paletta non fischiò un fallo di Milton Giménez ai danni di Paulo Díaz, poco prima del gol del vantaggio di Exequiel Zeballos. Al Monumental poi, sempre l’anno scorso, Paletta omise nuovamente di segnalare a Darío Herrera la necessità di rivedere un calcio di rigore causato da Lautaro Blanco su Martínez Quarta; episodio, questo, riconosciuto persino dall’ex allenatore del Boca, Claudio Úbeda. Non è quindi la prima volta che il River esce penalizzato dalle decisioni arbitrali, in linea generale, ma anche quando si scontra col Xeneize.



“E’ evidente che situazioni di gioco diverse non sono state valutate con lo stesso metro. Siamo stati penalizzati dall’arbitro”, afferma Nico Otamendi davanti ai microfoni a fine gara. Aggiungendo: “L’arbitro ha perso il controllo della partita e il VAR non lo ha aiutato“. E poi il capitano, senza pur nominar direttamente, punta il dito contro la gestione dell’AFA da parte del Chiqui Tapia: “Stanno rovinando il calcio argentino. Tanto vale che designino già il vincitore del prossimo torneo, così noi non ci prendiamo nemmeno il disturbo di partecipare”. Non solo. Il secondo vicepresidente Ignacio Villarroel ha postato su X: “Lo avevamo detto durante la settimana, ed è andata esattamente come previsto. Non dobbiamo normalizzare tutto questo. Il calcio argentino deve porre un limite a chi pensa di poterla fare sempre franca. Basta!”. E l’ex vicepresidente Matías Patanian aggiunge: “Non c’è da stupirsi; il fatto che non ci venga concesso un rigore in casa di una rivale da 23 anni è solo un piccolo esempio. La storia parla da sola”. Ha poi puntato il dito contro Beligoy, ricordando come, negli anni 2000, “esultasse spudoratamente per i gol segnati durante le partite del campionato nazionale”. E poi concludendo: “Visto chi è attualmente a capo del settore arbitrale, la situazione è talmente evidente che non serve nemmeno ribadirla; le prove sono state – e rimangono – fin troppo concrete e chiare”.

Parole forti. Troppo forti. Che lasciano la sensazione che sia in atto una crociata anti-river nella classe arbitrale, comandata dal fedelissimo di Tapia, Federico Beligoy, – perchè, se non è così, allora il livello arbitrale argentino è davvero preoccupante -. Una guerra ad oggi lontana da tregue e armistizi, che molto probabilmente peggiorerà e incrinerà i rapporti tra federazione e River Plate anche sul terreno di gioco, a quanto pare. River e AFA non sono mai state così agli antipodi come dopo questo Superclásico.

Redazione

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