Secondo semestre particolarmente agitato per l’Estudiantes. Il campo e le situazione extracalcistiche hanno tenuto banco il club de La Plata nella cronaca del fútbol argentino. Entriamo di più nel dettaglio.
ROJO. Settimana a dir poco complicata quella che sta terminando a La Plata, lato albirrojo. Hanno tenuto banco la questione Marcos Rojo, attualmente nelle file del Racing ma promesso pubblicamente all’Estudiantes, alla sua terza tappa da giocatore. Ebbene, dopo relazioni ormai compromesse con il club di Avellaneda, il difensore centrale non ha potuto sbarcare in tempo per la sfida della semifinale Libertadores contro il Flamengo per lo stop imposto nientemeno dalla AFA e Conmebol, secondo non precisati motivi. Questo il comunicato pincha: ‘Il Club Estudiantes de La Plata informa che la Confederación Sudamericana de Fútbol (CONMEBOL) ha deciso di rifiutare la richiesta di iscrizione del giocatore Marcos Rojo. Il Club dichiara che la registrazione del giocatore è stata effettuata in totale conformità con la normativa vigente, e esprime il proprio dissenso per la decisione adottata dalla CONMEBOL, considerando che in casi recenti detto organismo ha emesso pareri favorevoli, dando corso all’iscrizione di giocatori la cui richiesta è stata presentata in condizioni identiche a quelle di Marcos. In questo caso la CONMEBOL avrebbe dovuto applicare lo stesso criterio‘, recita parte del comunicato. Che poi rivela che l’Estudiantes si appellerà al Tas per risolvere la questione.
STOP. Sempre a proposito di giustizia sportiva il Tribunale disciplinare federale ha emesso la sentenza sui fatti accaduti alla fine della finale di Supercopa Internacional contro il Rosario Central, quando il presidente Verón era sceso in campo ad insultare platealmente l’arbitro Herrera dopo una direzione di gara alquanto deficitaria. La federazione ha usato il pugno duro, sospendendo il numero uno del León di La Plata per 3 mesi, assieme vicepresidente in 2°, Pascual Caiella e il direttore sportivo Marcos Angeleri, oltre alla sanzione pari alla somma di 500 biglietti per gli accenni di rissa di giocatori e mebri dello staff in prossimità di bordo campo e tunnel degli spogliatoi.

In ultimo, il rammarico dopo gara di andata di Libertadores contro il Flamengo. Non dev’essere facile infatti dominare una partita importante come l’andata della semifinale della Copa Libertadores in casa e non portare via nessun tipo vantaggio. L’Estudiantes, da una parte, perde l’occasione; dall’altra, viene apprezzato il livello tecnico di un Pincha che domina una delle migliori squadre sudamericane. “L’analisi non può essere positiva perché non abbiamo vinto“, commenta quasi seccato il Dt Estudiantes, “Ma la squadra ha giocato molto bene, abbiamo giocato come volevamo. Ci è mancata l’efficacia, non siamo riusciti a segnare. Abbiamo avuto le migliori occasioni, loro non hanno creato nulla contro di noi, (Fernando) Muslera non ha fatto nessuna parata, in difesa siamo stati solidi, e in attacco ci è mancata quella freddezza in più, quel passaggio finale nella metà campo avversaria perché c’era spazio”, ha detto, aggiungendo poi: “Abbiamo avuto le nostre occasioni verso la finale di partita e non siamo riusciti a concretizzarle”.
“È stata una partita molto fisica; loro hanno fatto molti contrasti, commesso molti falli, non c’è stato molto gioco fluido, ci sono stati falli tattici da entrambe le parti e non hanno ricevuto alcuni cartellini che avrebbero meritato. Nelle semifinali di Copa Libertadores tutto è ancora aperto; mancano ancora 90 minuti per passare il turno, ma sono soddisfatto.”
“I nostri tifosi ci hanno dato un’incredibile carica emotiva in questa Copa Libertadores”, ha sottolineato l’allenatore, aggiungendo: “E voglio congratularmi ancora una volta con Ramiro (Funes Mori) perché non è stata una partita facile per lui. Lo considero un grande giocatore, in passato è stato bersagliato per alcuni errori che hanno portato ai gol degli avversari, ma oggi ha fatto vedere a tutti di che pasta è, giocando una partita perfetta”.
