Sembra non fermarsi il momento magico del piccolo Calamár di Vicente Lopez. Il Club Atlético Platense continua a scrivere pagine indelebili nella sua storia recente, centrando una qualificazione in terra cilena contro il Coquimbo Unito. Da batticuore, perché la gioia arriva dopo l’equilibrio dei novanta minuti e la definizione ai calci di rigore.
Chiuso e bloccato come da previsione dopo anche l’1-1 dell’andata, nel match di ritorno il Platense imposta la gara erigendo un muro difensivo atto a bloccare ogni iniziativa offensiva locale, nonostante anche la squadra argentina abbia le sue occasioni per sbloccare il risultato con le conclusioni di Víctor Cuesta, Martín Barrios e Zapiola. La tensione sale alle stelle al termine dei tempi regolamentari quando si presente con tutto il thrilling del caso la lotteria dei tiri dal dischetto, per certi versi ineccepibile, date le sei serie di rigori tutti messi a segno. Sarà però l’errore dei padroni di casa per opera di Salvador Cordero e della rete argentina di Barrios che sbilanceranno definitivamente l’ago della qualificazione verso il Platense.
Può scoppiare quindi il grande entusiasmo per il Calamár, che vede per la prima volta della sua storia raggiungere l’ambito traguardo di entrare dalla porta principale nell’élite elle otto miglior squadre del continente sudamericano. Un successo storico compiuto sotto la guida tecnica di Martin Palermo (gran ritorno), che già dopo solo due gare sembra già aver le redini di una squadra considerata allo sbando appena poche settimane fa. Ora, la doppia sfida contro il colosso Fluminense, per continuare a sognare nel subcontinente.
