Con la seconda vittoria consecutiva nel Superclasico contro il River si può dire che il Boca abbia finalmente superato la ‘sindrome Madrid’. Ovvero quel senso di inadeguatezza, di inferiorità derivante dall’affrontare il River Plate dopo quella famigerata ‘Superfinal de America’ di Copa Libertadores 2018. A dir la verità dopo quel nove dicembre qualche stracittadina l’ha vinta pure il Boca ma ora sembra davvero diverso. Non c’è più lo spauracchio di Gallardo in panchina che si tappava le narici all’entrata nella Bombonera o l’anima della Banda impersonificata in campo da qualche bandiera della squadra. Non ci sono più infatti i vari Enzo Perez o Leo Ponzio, coloro che i tifosi incarnavano lo spirito river, e non ci sono più i vari Pratto, Scocco o crack in avanti in grado di spaventare le difese avversarie. Insomma, il River sembra aver imboccato lo svincolo del ridimensionato in fatto di qualità e spirito riverplatense. Di qua, l’arduo compito di Coudet di compiere l’inversione ‘di tendenza’ nei più brevi tempi possibili. Di contro il Boca, con l’arrivo di Paredes, sembra aver trovato il trascinatore che tanto cercava. Un capitano a cui tutti riconoscono carisma, tecnica sopraffina e anima xeneize. Di colpo il club bostero sembra aver acquisito sicurezza e identità combattiva, propria dei colori azul y oro, capace finalmente di guardarsi allo specchio e affrontare senza paura gli 86.000 tifosi avversari nell’inferno del Monumental.
Perfino il tecnico taciturno Ubeda sembra aver ora le idee più chiare sulla tattica da proporre. A centrocampo ha cambiato i più difensivi Belmonte e Alarcon in Delgado e Aranda, migliorandone con Parades e Ascancibar l’efficacia di contenimento e propositività. Si inizia a notare quindi una sorta di identità che tanto la dirigenza Riquelme si era affidata, qualche tempo fa, al Chiqui Romero, Medel, Rojo, Benedetto o Cavani, per fare qualche esempio. Crack calcistici di un certo di livello nel calcio argentino, ma incapaci sul campo – per un motivo o per l’altro – di trascinare i compagni e fare davvero la differenza. Il futuro ora appare roseo, anche guardando l’affiatamento dei due attaccanti Merentiel e Bareiro nell’armonia a turno di venire incontro alla palla e attaccare la profondità. Soluzioni interessanti, alchimie nuove che fanno questo periodo dell’anno, propizio per sfruttare l’occasione. E il momento magico di Paredes potrebbe, tra un anno alle elezioni presidenziali, rilanciare a livello politico anche la lista Riquelme, facendo dimenticare, magari con la conquista di qualche titulo, i mugugni e i fischi dei tifosi registrati in questi anni di fallimenti. El mudo sembra aver davvero pescato l’asso. Ma sarà il tempo a dire se veramente il Boca sia diventato superiore al River o se è solamente un fuoco di paglia.
