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Sarà Belgrano-River Plate la finalissima del Torneo Apertura. E la mente non può che tornare a quel 2011 dove il Pirata, contro ogni sorta di pronostico, si salvò in Primera División mandando in B nientemeno che il Millonario per la prima volta nella sua storia. Un incrocio pericoloso dato che quella di domenica sarà la prima finale tra le due squadre dopo quel 2011, con in panchina del Pirata ancora ‘quel ‘ruso’ Zielinski, già eroe della Republica de Alberdi dopo la doppia sfida della final descenso, e in campo, quel ‘mudo’ Vasquez già carismatico in quella squadra, che sembra arrivato quest’anno al Belgrano solo per timbrare il cartellino in questa incredibile occasione.

E inevitabilmente, facendo due conti delle due squadre, si scopre che il River, nonostante sia dato favorito dai bookmaker, giocherà domani il quinto turno di Copa Sudamericana in casa contro il Bragantino – presumibilmente con un ampio turn-over, ma non troppo, vista la qualità tecnica del rivale brasiliano -, arrivando quindi all’appuntamento con meno allenamenti specifici per contrastare il Pirata. Al contrario del Belgrano stesso, da ieri in preparazione per la finale che potrebbe consegnare la prima storica stella. A proposito, il destino vuole che la finale si giochi al Kempes di Cordoba, nello stadio del rivale Talleres d’accordo, ma sempre a Cordoba, città feudo del club celeste. Tutti ostacoli ‘ambientali’ per il River, che dovrà cercare di superare gli ostacoli, magari con un atteggiamento più convincente di quanto visto contro San Lorenzo e Gimnasia se vorrà tornare alla gloria dopo 1249 giorni di digiuno di tituli.

Il River ha l’opportunità quindi, non solo di vincere per diventare campeón del fútbol argentino, ma in colpo solo, esorcizzare quella ferita che è da sempre presente nel cuore di ogni tifoso riverplatense che si rispetti. E’ vero che da quel giorno nacque una squadra, che poi con Gallardo entrò nei libri delle leggende sportive vincendo la finale della Libertadores col Boca, ma è anche vero che l’onta della B rimane una macchia che non si può cancellare. Ora il MIllanario può però far pace col destino vendicandosi contro l’antico rivale, alzandogli in faccia la Copa e qualificandosi automaticamente per la prossima Libertadores. La storia si ripresenta, e il River Plate ha l’occasione di prendersi, quantomeno, una rivincita significativa contro l’incubo più grande della sua storia.

Redazione

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