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Si consuma il dramma sportivo al Más Monumental. Il River si aggiudica la sfida col San Lorenzo e accede ai quarti di finale, non senza soffrire le pene dell’inferno – e ringraziare la buona sorte – a causa del San Lorenzo, che dimostra una resilienza da applausi nonostante gli ultimi novanta minuti di gara in inferiorità numerica, ma che non ‘chiude’ la partita nei momenti in cui avrebbe la possibilità. Il Clásico dal sapore antico tra Millonario e Ciclón non delude le aspettative e regala ai rispettivi tifosi emozioni a non finire. Si parte e dopo una conclusione rasoterra di Colidio il San Lorenzo rimane in dieci uomini (31′) per il rosso diretto a Reali, reo di un inutile duro takle da dietro a centrocampo. L’arbitro dapprima estrae il giallo, ma poi, richiamato al on field review, manda sotto la doccia l’attaccante azulgrana sventolando il rosso diretto. Sembra già in discesa la gara del River, che invece deve digerire, cinque minuti più tardi, il gol di testa di Auzmendi che manda in tilt la già fragile condizione mentale del Millonario.

Nella ripresa il River inevitabilmente preme sull’acceleratore, ma si dimostra impreciso e frettoloso nelle operazioni di rimonta. Il San Lorenzo, al contrario, rimane concentrato e cerca di sfruttare le praterie che si aprono nei fronti di attacco, avendo la clamorosa occasione di chiudere la partita con la conclusione di Auzmendi che il portiere Beltrán, reattivo, sventa la minaccia. Entra Quintero nel secondo tempo e la musica cambia. Proprio dai piedi del fantasista colombiano arriva la palla con i contagiri perfetti per Acuna, che si dimostra abile anche nella fase offensiva e trafigge Gil con un diagonale perfetto. Monumental in delirio. Coudet sostituisce Colidio (uscito tra i fischi) con Salas, l’eroe di Caraboto, e il River ora inizia a crederci, sfiorando ripetutamente il gol qualificazione con Quintero, Salas (palo) e Martinez Quarta nei minuti finali. Si va ai supplementari e chi pensa a un dominio millonario si deve (nuovamente) ricredere.

Al 94′ si avverte il ‘silencio atroz’ al Monumental dopo l’inaspettata rete del San Lorenzo: Gulli scodella una punizione in area e il difensore Fabricio Lopez è il più lesto di tutti a colpire di testa, angolando il pallone dove Beltrán non ci può arrivare. E’ il clamoroso 1-2 che ferisce nuovamente le certezze dei padroni di casa, ristabiliti mentalmente solo una decina di minuti dopo con una conclusione del neo entrato Subiabre, ma di poco alta sulla traversa.

Nel secondo tempo supplementare c’è l’arrembaggio River, che con lanci lunghi e cross in area cerca l’occasione propizia per pungere, ma il San Lorenzo resiste stoicamente, tra salvataggi sulla linea (di Romana, anche se in fuorigioco) e sempre giocando con l’handicap dell’uomo in meno. Al 112′ Montiel di testa mette in rete ma l’arbitro annulla nuovamente per fuorigioco. Sembra davvero partita stregata per il River. E proprio quando lo stadio, al 120′ ormai non ci crede più – e inizia a contestare la dirigenza con i cori ‘que se vayan todos‘ e altri insulti vari – arriva l’insperato ‘gollonzo’ di Quintero, che crossa in area un pallone velenoso, su cui nessuno tocca e termina in rete sul secondo palo tra lo stupore generale. E’ 2-2 e il River è ancora vivo. Dall’altra faccia della medaglia, il San Lorenzo a 120 secondi dalla clamorosa impresa, non può far altro che mangiarsi le mani.

Ma c’è ancora tempo per soffrire dai tiri dal dischetto, dove naturalmente viene annullata la disparità numerica tra le due squadre. Dopo gli errori di Galoppo e Paek, il San Lorenzo si ritrova di nuovo il destino nelle sue mani: al quinto e decisivo rigore, sul parziale di 3-3, Perruzzi ha l’occasione della vita di chiudere la gara ma spara clamorosamente alto sopra la traversa. Sprecato il secondo match point della serata, il Millonario riprende fiducia e non sbaglia più dagli undici metri, mentre Beltran ha il merito di toccare di quel poco la palla calciata di De Ritis che sbatte sul palo interno, danza sulla linea di porta e clamorosamente, sfidando le leggi della fisica, esce dallo specchio di porta con una insolita traettoria. Il River passa il turno col cardiopalma; il San Lorenzo se ne torna a casa tra un mix di impresa epica mancata e match point sprecati. E’ la spietata legge del fútbol che ha sentenziato in tutta la sua imprevedibilità e drammaticità al Monumental.

Redazione

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