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Quando gli dèi del futbol ti presentano il conto non è mai come te lo aspetti. Nel bene e nel male. Questa volta sembrava davvero già concluso il nefasto secondo semestre 2025 per i tifosi Independiente. Chiuso, pieno di sofferenze, da dimenticare il prima possibile. Sei mesi esattamente contrari al primo semestre dell’anno, dove, il Rojo de Avellaneda, aveva stupito tutti conquistando il terzo posto nel Gruppo B e fermandosi solo ai rigori nelle semifinali del Torneo Apertura. Una cavalcata nella prima parte di stagione segnata dalle vittorie prestigiose nei campi del Nuevo Gasometro di Boedo o della Bombonera de la Boca, per dirne qualcuna, e per non parlare del cammino quasi perfetto in Copa Sudamericana, dove la squadra di Vaccari raggiungeva la fase eliminatoria a seguito di un gioco e risultati positivi, a volte eclatanti, guardando ad esempio i sette gol in un colpo solo al Nacional Potosí.

La seconda parte di stagione partiva con la maledizione dell’eliminazione a tavolino in Copa Sudamericana, dopo la discutibile decisione della Conmebol di escludere il club dalla competizione a seguito dei violenti incidenti tra le due tifoserie nelLibertadores de America. Per non parlare della debacle assoluta in Copa Argentina ai sedicesimi di finale e in Clausura, dove il Rojo incappava in una serie negativa di undici partite senza vittorie e sostituiva in fretta allenatore (da Julio Vaccari a Gustavo Quinteros), con lo spettro sempre più pressante della retrocessione. Un inferno per i diablos de Avellaneda. Sebbene l’ultima parte di Clausura restituiva un minimo di dignità ai tifosi, la mancata qualificazione alle coppe – per soli due punti – sembrava definitivamente (e finalmente) aver calato il sipario sulle speranze di competere nel subcontinente.

Fino a ieri. Perchè, seppur nascosta e mai troppo venuta alla luce per superstizione, c’era la remota possibilità di ripescaggio, qualora una squadra già qualificata alle coppe nella Tabla Anual (la somma dei punti del primo e secondo semestre che determina le qualificazioni alle Copas) avesse vinto il torneo e conquistato il pass della Copa Libertadores. Il ‘cupos sudamericana‘ già occupato nella fase regolare, sarebbe infatti slittato all’undicesima squadra in classifica, a favore dell’Independiente, per l’appunto.

Ora questa possibilità è più che concreta grazie all’odiato Racing Club. La squadra del presidente Milito (già qualificata in Sudamericana) ha raggiunto la finalissima del Torneo Clausura e si batterà contro un’Estudiantes fuori da ogni competizione continentale. Il psicodramma è che il tifoso Independiente sia obbligato a tifare gli arci odiati rivali del Racing per giocare in Sudamerica.

Una realtà che destabilizza ancor più il già complesso stato psicofisico della tifoseria, divisa tra fazioni intransigenti e quelli fatalisti più aperti al destino crudele. L’Independiente dipende dal Racing per la qualificazione in Copa Sudamericana: non è ancora terminata la stagione bipolare per il tifoso rojo.

Redazione

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