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AAA attaccanti cercansi, potrebbe essere la frase chiave del River in questo avvio di stagione. Un problema che si trascina da fine 2025 dove il Millonario riuscì a segnare solo cinque reti nelle ultime 8 gare, e in questi cinque centri, con solo due marcature degli attaccanti. L’apatia del reparto offensivo ora inizia a preoccupa Gallardo dato lo 0 sulla casella dei gol fatti dal reparto offensivo dopo le prime tre giornate, in un club come quello millonario, dove è quasi religione proporre un certo stile di gioco d’attacco. Non che i gol dagli altri reparti valgano di meno, a cominciare dal ritrovato Quintero, ma sempre più si denota l’apatia del gol da parte degli attaccanti. Potrebbe far preoccupare ad esempio l’astinenza di Maxi Salas, con dieci partite senza esultare; o quella di Facundo Colidio, a secco da 21 partite. Ma forse il vero recordman è Sebastián Driussi, che tra panchine ed infortuni è arrivato a ben 22 gare senza esultare – e che ora rientrerà dalla porta principale dell’infermeria dopo l’ennesimo infortunio rimediato domenica -.

Un problema ben conosciuto, quello dell’attacco, accentuato dall’addio di questa nuova stagione dello ‘sciagurato’ Miguel Borja, non certo killer dell’area di rigore, ma forse l’unico che gonfiava, di tanto in tanto, la rete. E una lacuna gravemente non colmata dal calciomercato appena concluso, dove il Millonario ha scelto di investire in mediani (Anibal Moreno e Fausto Vera) e fantasisti (Kendry Páez, vice di Quintero), anzichè rafforzarsi davanti con un goleador da doppia cifra, visto anche l’impegnativa (e inesplorata) nuova avventura della Copa Sudamericana, dove il River tornerà a giocare dodici anni (2014) dopo l’ultima volta.

Sebbene i dati sconfortanti appena snocciolati la speranza ancora esiste e si chiama Ian Subiabre. I tifosi confidano che il prossimo talento ad esplodere con la camiseta della Banda, dopo i vari Alvarez e Beltrán, sia proprio il giovane talentino classe 2007 e attaccante appena promosso in prima squadra dalla Reserva. Su di lui si parla benissimo, a cominciare dalla Selección Sub-20, dove la giovane promessa si è resa protagonista nella scorsa – e sfortunata – Copa del Mundo di categoria.

Se son rose fioriranno. Ma un attaccante di razza, dopo i milioni incassati da Mastantuono l’anno scorso, era lecito perlomeno aspettarselo dal Más Grande.

Redazione

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