Il River Plate si è risvegliato dal torpore. Nel diluvio e nel pantano di Tucumán il River conquista la terza vittoria di fila del ciclo Ponzio, giocando con carattere e determinazione nonostante le condizioni avverse nel nord dell’Argentina; caratteristiche non pervenute nella precedente esperienza con ‘el chacho’ Coudet. È la vittoria del León del River che per la terza volta di fila schiera a stessa formazione ottenendo i medesimi risultati. Ma il successo del Millo è altresì agevolato dall’espulsione di Franco Nicola, che entra a gamba tesa sulla testa di Martinez Quarta lasciando il Decano in dieci dopo soli 13 minuti. E da qui è un gioco da ragazzi per gli ospiti, che stringono d’assedio il Tucumán e passano al 21′: Gonzalo Montiel sfonda sulla destra e crossa al centro per il pibe Andrada che al volo mette dentro. Tutto molto bello e il risultato è la prima rete con la maglia del River del classe 2007 e il vantaggio del River in un campo da sempre ostico per il club de la Banda. Accusa il colpo il Decano e al 38′ rischia di capitolare con Driussi, ma all’altezza del dischetto del rigore l’attaccante calcia debole tra le braccia di Ingolotti.
La ripresa inizia con l’infortunio ad Andrada e l’ingresso in campo di Arambarri ma le posizioni in campo e l’atteggiamento del River non cambia. Almada, il metronomo della squadra, ha due chiare occasioni con un calcio di punizione, che sfiora l’incrocio dei pali, e con una conclusione parata da Ingolotti, che legittimano il vantaggio ospite prima della mezz’ora, prima del risveglio del Tucumán. Canelo, appena entrato in campo, si ritrova a tu per tu con il portiere Beltrán ma il palo gli nega la gioia del gol. Un minuto dopo, Arambarri entra da durissimo da dietro su Canelo ma il giallo sventolato non soddisfa squadra e panchina del Tucumán, che protestano vivacemente contro la decisione dell’arbitro Gariano. A farne le spese è l’allenatore Falcioni, allontanato per proteste, che non le manda a dire al direttore di gara. Da qui arriva la scintilla per l’orgoglio dei locales, che al 38′ riescono a pareggiare con un colpo di testa imperioso del difensore Ferreira, che anticipa Otamendi e fa il gesto del ‘topo Gigio’ davanti alla curva del River.
Esplode di entusiasmo un Jose Fierro fradicio di pioggia e sembra davvero la resa definitiva del River. Ma nei minuti di recupero la squadra di Ponzio riesce a trovare l’ultimo sussulto per tornare in vantaggio, grazie a un’azione di sfondamento collettiva che premia il tiro finale di Almada: il fantasista calcia di prima intenzione battendo Ingolotti e regalando il successo finale. È una vittoria importantissima per il River che ritrova gol e gioco anche in condizioni estreme, grazie al lavoro di Ponzio nonostante la sua prima esperienza da tecnico de Primera. Con questo successo il River sale la classifica del Gruppo B portandosi in quinta posizione. Il River è tornato. Col carattere indomabile del suo allenatore.
