Che il tifoso del River Plate non si arrenda mai di fronte anche alle più grandi difficoltà è cosa ormai arci nota. Di buon palato, per quanto riguarda il gioco preteso in campo ma anche dall’amore incondizionato per quanto riguarda l’attaccamento ai colori, l’hincha millonario si distingue dalle altre tifoserie per senso di appartanenza e devozione totale del club, impersonificata in questi ultimi anni dal condottiero che ha segnato in due la storia del club: Marcelo Gallardo. Che sebbene abbia totalmente fallito in ogni fronte l’anno scorso (Superclasico del primo semestre 2025 a parte) ha in questa stagione la possibilità di redimersi.

Stagione totalmente da dimenticare dal punto di visto sportivo (giocherà la più sobria Copa Sudamericana), ma a tenere ancora vive le speranze di partecipazione alla Copa Libertadores, zona comfort del River, c’è la questione Venezuela, che nelle ultime ore sta vivendo un cambiamento politico non preventivabile alcuni mesi fa. Rappresentanti venezuelani qualificati alla più prestigiosa copa subcontinentale sono l’Universidad Central, vincitore del campionato nazionale; Deportivo la Guaira, leader della classifica Anual; Caraboto e Deportivo Tachira che partiranno dai playoff. Ma a tenere sulle spine tifosi venezuelani è il discorso sicurezza, che ora, senza attualmente una guida politica o un governo di transizione che garantisca una sorta di normalità, non è assolutamente garantita. Per partecipare infatti alla Libertadores non basta la semplice qualificazione, ma occorre che la società rispetti i requisiti normativi dello statuto Conmebol, quali: licenza del club; garanzie di sicurezza e logistica, capacità operativa di competere alle competizioni continentali.

La Conmebol può negare o revocare la partecipazione se un club non soddisfa questi requisiti, senza che ciò costituisca una sanzione sportiva, e la riassegnazione di un eventuale posto vacante deve essere effettuata in conformità con il regolamento della federazione continentale.
Ogni decisione dovrà dunque basarsi su criteri regolamentati e non politici ed essere adottata dagli organi competenti della Conmebol. Di conseguenza, i prossimi eventi politici/militari diventeranno fondamentali per capire se davvero c’è ancora speranza per l’equipo di Nuñez. In caso infatti di ripensamento della Conmebol sarebbe proprio il River Plate a prendere il posto vacante, in quanto il club argentino è terzo nel ranking Libertadores e il primo non partecipante alla competizione.
La speranza è l’ultima a morire. Prima almeno del 3 febbraio, data del sorteggio della prima fase a gironi, deadline dei sogni millonarios.
