Ancora pochi giorni e al Monumental di Nuñez andrà in scena una nuova edizione del Superclásico, la sfida che per antonomasia ferma l’Argentina intera tra tifosi del Más Grande e la Mitad más uno. Non sarà un confronto decisivo, dato che entrambe le compagini sono ad un passo dalla qualificazione alla fase ad eliminazione diretta del Torneo Apertura; ci si gioca ‘solo’ l’orgoglio e il blasone, che da queste latitudini è nettamente più importante di tutto il resto.
A questo appuntamento River e Boca ci arrivano con differenti percorsi, ma entrambi in serie positiva tra Torneo Apertura e Copas continentali. Analizziamo nel dettaglio lo stato di forma e le vicende dei due club in questi ultimi mesi.

Finora è scommessa vinta per la dirigenza Di Carlo. La coraggiosa scelta di dare il benservito al tecnico più vincente della storia del River dopo sole 6 giornate non dev’essere stato un boccone facile da mandar giù per la Comisión directiva del Millonario, ma la decisione andava senza dubbio presa per il bene della squadra. Appena arrivato il neo Dt Coudet ha infatti infuso tranquillità tra i giocatori ma allo stesso tempo ha responsabilizzato maggiormente l’intera prima squadra. Dal 4-3-3 gallardiano si è passati al 4-2-3-1, ovvero lo stesso modulo che ‘el chacho‘ adottava nel Racing: doppio mediano a protezione della difesa, con gli esterni molto più liberi di attaccare sulle fasce. Il cambio è soprattutto servito a Driussi a diventare vero perno offensivo in una squadra che era rimasta orfana di attaccanti di peso come Salomon e Borja, diventati ormai fantasmi di loro stessi nella passata stagione. Il River è sensibilmente migliorato nel gioco dall’arrivo di Coudet, ma sembra ancora lunga la strada verso l’identità fatta di dominio del gioco e attaccamento alla maglia che il Dt vuole inculcare ai suoi adepti. Finora però sono arrivati i risultati, con sei vittorie e un pareggio nelle ultime sette gare tra Apertura e Copa Sudamericana. Non male per una squadra che con Gallardo aveva ottenuto tre sconfitte e un pareggio dopo sole sette giornate.
Il River arriva alla sfida con un’autostima migliorata rispetto all’inizio di semestre, ma ancora acerbo per dominare una partita del genere. L’apporto del pubblico potrebbe essere la spinta verso il successo e il conseguente ‘boost’ per la seconda parte di stagione.

Percorso quasi simile per il Boca. Criticato dopo le prime uscite a causa della fragilità sostanziale e l’inconsistenza del progetto Ubeda, che sembrava sgretolarsi dopo le prime uscite stagionali, la squadra è riuscita ‘a cambiare il chip’ della mentalità in corso d’opera. E’ cresciuta la fiducia sul giovane Aranda, diventando pedina insostituibile nello scacchiere di Ubeda, assieme all’attaccante ex River Bareiro – e per questo guardato con diffidenza -, che addossandosi dell’intero pacchetto offensivo, ha risolto molti problemi davanti, considerando gli cronici infortuni di Cavani e le crisi momentanee di Merentiel. E’ cresciuto anche Paredes che offre qualità nei lanci e protezione alla difesa, ed anche Ascancibar, che è la mezz’ala per cui Riquelme ha ‘dovuto’ aprire il portafoglio, ma che sembra solo all’inizio di un glorioso cammino con la camiseta bostera. Nelle ultime prestazioni in Libertadores si è apprezzata una crescita del gruppo per quanto riguarda l’aspetto tecnico, con un update importante per quanto riguarda il gioco e la costruzione della manovra – che inevitabilmente, fa già sognare i tifosi -. Il Superclásico servirà a capire se i giocatori avranno anche gli attributi per uscire indenni da una sfida infuocata del genere. Sarà un bel banco di prova per il processo di maturazione dello spogliatoio xeneize.
Quello che è certo è l’arbitro designato sarà Dario Herrera, il fischietto che aveva già diretto un River-Boca (1-0) dello scorso maggio 2023, fermato poi dalla federazione per aver fischiato un rigore molto dubbio – non era ancora in uso il VAR – alla squadra dell’allora allenatore Demichelis e per aver sorvolato a falli da giallo a giocatori già ammoniti. In ultima, il terreno di gioco del Monumental presenterà delle zone prive d’erba a causa degli ultimi concerti degli AC/DC che ne hanno ha rovinato il manto erboso. Un problema in più per chi pensava di umiliare l’avversario attraverso il gioco…

