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Finisce senza vincitori nè vinti il 240° Clásico tra Racing e Independiente. Il Cilindro de Avellaneda è di nuovo teatro per il nuovo confronto atteso per tutto il semestre per le due squadre che si danno battaglia per superarsi. Il risultato è un derby avvincente che non rispecchia i classici canoni di attendismo tattico. Si rivede la garra dell’Acadé, dopo le brutte figure nelle precedenti gare con il primo tempo dominato dalla squadra del Dt Romero. Tomás Conechny ha un’occasione d’oro per sbloccare il risultato dopo 10 minuti ma il suo tiro, da posizione angolata, è fuori dallo specchio della porta. Ma bastano 29 minuti perchè il Cilindro esploda di gioia: Mateo Pérez Curci perde palla nella propria metà campo e Conechny crossa dalla sinistra un pallone innocuo dove il portiere Rey esce a farfalle. La conseguenza è che il colpo di testa del ‘maravilla’ Martinez va in porta con Zaracho, contrastato da Marcone, la mette in rete a pochi centimetri dalla linea di porta. E’ il vantaggio, meritato, che indirizza la clasicisima verso i colori albicelestes.

La squadra di Jadson Viera migliora nel secondo tempo. L’ingresso di Maxi Meza risulta fondamentale per l’economia del risultato, considerando il pari che arriva su rigore per il fallo subìto in area del difensore Escudero. L’ex nazionale della Selección di Russia 2018 angola magistralmente la palla dove Cambeses non ci può arrivare e così l’Independiente, dopo la presenza sporadica dei primi 45 minuti, pareggia il Clásico alla prima occasione utile. La partita si accende. Sia Rey che Cambeses diventano protagonisti, con il primo, che para in maniera spettacolare sul Maravilla Martínez, ed il secondo che nega la clamorosa doppietta a Meza. L’equilibrio regna fino al 90′ accompagnato dalla delusione dei tifosi di casa, che aspettavano una prova di maggior carattere da parte acadé. Con il punto conquistato il Racing è ormai praticamente fuori dalla lotta per la promozione mentre l’Independiente è rimane in zona play-off al settimo posto.

Redazione

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