Trionfo al debutto ai Mondiali 2026 e Scaloni appare forse più imbarazzato del solito davanti ai microfoni. Hai voglia a dire che l’avversario era complicato – come veramente si è dimostrato sul terreno di gioco -, e non che si augurasse un avvio del genere, ma conoscendo il tecnico di Pujato ora arriva il bello e il bisogno di spiegare ad uno spogliatoio già entusiasta che ancora non si è fatto niente, anche dopo una prestazione del genere, appare come il prossimo step da superare da perte dello staff tecnico. Per evitare una diminuzione di concentrazione per la prossima, decisiva a questo punto, sfida contro l’Austria.
POSSESSO PALLA. “La partita è stata complicata. Nel primo tempo l’Algeria ha giocato bene. Sapevamo dove loro potevano metterci in difficoltà e abbiamo cercato di contrastarli. Ci è mancato un po’ di possesso palla, ma a parte il gol annullato, non hanno avuto molte occasioni nitide.”
MESSI. “Quello che fa Messi è difficile da spiegare. Non ci sorprende perché lo vediamo da vicino. Chiunque ami il calcio, vedere quello che ha fatto oggi a 38 anni è davvero incredibile. È stato straordinario in ogni partita per 20 anni e sarà il migliore finché lo vorrà. Cosa ha trovato Messi in questo spogliatoio? Naturalezza. Sapere di avere intorno un gruppo di persone che danno il massimo. Che lo vedono come un dio ma anche un ragazzo del barrio. Quello che trasmette è difficile da spiegare. Bisogna essere lì per capire cosa si prova, cosa significa stargli accanto; ripeto, è molto difficile da descrivere”.
SCELTE. ” Io devo prendere in continuazioni decisioni per il bene della squadra – domanda posta sulla scelta di schierare Romero al posto di Otamendi -. Continuamente. Chi gioca, chi non gioca, chi entra, chi esce. Sono decisioni che devo prendere perchè l’allenatore decide per il meglio della squadra. Dispiace se qualcuno sta fuori ma fa parte del gioco. Poi ci possiamo anche sbagliare, ma il tecnico non ha nulla di personale contro nessuno e questo lo hanno capito. Sempre cercherò il meglio per la squadra”.
MOTIVAZIONI. “Sono professionisti e ci riescono da soli; il nostro compito è metterli in campo. Sono sempre stati i migliori in ogni squadra in cui hanno giocato fin da piccoli. Non è difficile fargli capire che devono continuare così. Competono perché vogliono continuare a vincere.”
PRESSIONI. “L’ultima delle nostre preoccupazioni è quello che potrebbe dire la gente. Questa squadra sa benissimo che chiunque può batterci; ne abbiamo molti esempi. In questo Mondiale stanno succedendo cose difficili e strane, e questo ci rende più forti. Se facciamo le cose per bene e lavoriamo come abbiamo fatto oggi, sarà difficile per chiunque batterci. Ma tutto può succedere.”
MINUTAGGIO. “Montiel e Molina venivano da un periodo di inattività, ecco perché si sono alternati. Ci prendiamo cura dei giocatori il più possibile. Crediamo che tutti debbano giocare e, se possiamo concedere loro qualche minuto di riposo in più, lo facciamo.”
