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El ruso Zielinski l’ha rifatto. In sella al suo Belgrano porta il club celeste sul tetto di Argentina purgando una volta in più la sua vittima ideale, il River. Dopo infatti quindici anni di distanza il Pirata vince una finale contro il Millonario facendo piangere nuovamente metà del Pais. E se nel 2011 si trattava di una finale per non retrocedere, ora la posta in palio è decisamente più importante.

Ed è incredibile come l’ha vissuta Zieliski gli ultimi, determinanti, novanta minuti. Toni bassi, quasi rassegnati, per chi ha vissuto un turbinìo di emozioni dentro di sè, soffrendo e gioendo senza dar troppo a vedere. Si rifiuta di guadare il rigore del 2-2 ed accenna solo a un pugnetto di gioia al triplice fischio finale: Il Belgrano è campione di Argentina per la prima volta nella sua storia grazie a Ricardo Alberto Zielinski di Lanús.

“È stato pazzesco quello che è successo”, ammette emozionato il Dt a fine gara. “Vogliamo dedicare questa vittoria a tutti quelli che amano questi colori. È stato emozionante vedere il sostegno di tutti, l’impegno profuso dei giocatori che non hanno mai mollato, nemmeno di fronte al duplice svantaggio. Meraviglioso. Siamo venuti qui per questo, per cercare di portare gioia alla gente, e per fortuna ci siamo riusciti. Questo successo rimarrà per tutta la vita, siamo orgogliosi di aver regalato di questa grande gioia”, dichiara Zielinski quando gli viene chiesto quali fossero le emozioni per aver regalato al Belgrano il suo primo titolo nei suoi 121 anni di storia. “Partita simile a quella del 2011? Si tratta di partite completamente diverse, contro avversari diversi. Una era una lotta per la permanenza in Prima Divisione, l’altra per vincere il campionato. È stata una partita molto equilibrata. Dobbiamo goderci il momento e rispettare l’avversario. Ottenere una vittoria e un campionato contro un rivale come il River è un risultato encomiabile”.

“Il Belgrano è questo, è fatto di emozioni, è fatto di persone. Vogliamo tutti che il club abbia successo. Sono tornato per questo, e per fortuna abbiamo regalato loro un titolo. Tutti questi ragazzi hanno fatto la storia del calcio di Cordoba, ed è fantastico”.

Con Zielinski allenatore e contro il River il Belgrano raggiunge un altro dei traguardi più importanti della sua storia. Nel giugno 2011 vinse a sorpresa i playoff descenso mandando in B Nacional il River; ora, sempre contro il Millonario e nuovamente contro pronostico si consacra campione del futbol argentino.

Da parte riverplatense c’è tanta amarezza per una finale che all’85’ era vinta. Il rigore su fallo di mano di Rivero non è accettato dal Dt Coudet, che definisce più volte l’arbitro Falcón Perez ‘ladro’ al momento dell’espulsione. Ad Eduardo Coudet, che va il merito di aver risollevato un ambiente depresso dopo l’esonero di Gallardo dopo sole quattro giornate di campionato, non riesce l’impresa di ottenere l’ambito titulo al primo tentativo. Ed anzi, Cordoba si dimostra per l’ennesima volta stadio ‘maledetto’ per il Dt, che già nel 2015 perse la finale di Copa Argentina con il Rosario Central (vs Boca) e un anno dopo, sempre in Copa Argentina e sempre a Cordoba, perse 4-3 il titulo contro il River Plate di Gallardo.

In silenzio stampa, il River si ritira mestamente da Cordoba con l’amarezza di aver dilapidato sullo sprint finale un’importante occasione. Ora l’attende mercoledì notte l’ultimo impegno in Copa Sudamericana prima di staccare la spina in questo primo semestre, positivo, ma prima della batosta finale.

Redazione

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