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Urla, spintoni, pugni, rabbia, si è concluso nel peggiori dei modi possibili la finale della Supercopa Internacional giocata ieri a Santiago del Estero tra Estudiantes e Rosario Central. Una finale caratterizzata dall’arbitraggio discutibile di Dario Herrera, il quale concede una serie di vantaggi a favore del Rosario Central. In realtà non si giocava solo una partita di calcio ma uno scontro all’arma bianca tra i due contrapposti schieramenti politici: i pro AFA (Rosario Central) e gli anti AFA (Estudiantes). I primi, vicini alle ideologie del presidente federale Tapia, mentre i secondi, accaniti oppositori dell’attuale sistema del futbol argentino. È quindi normale se l’arbitro Herrera favorisce il Central con decisioni quantomeno controverse. Qualche dubbio lo fa generare.

Come il rigore di Pirez su Copetti, giudicato tale nonostante l’evidente caduta volontaria dell’attaccante dopo il fortuito contatto in area. Come la decisione di non farlo ripetere, nonostante l’invasione in area dei giocatori canallas prima della battuta. O come la decisione di non concedere il rigore sul contatto (molto più di dubbio di quello precedente) di Ibarra su Palacios. O l’evidente abbaglio dell’arbitro Herrera sul fallo da ammonizione imprudente (sarebbe stato il secondo) del giovane difensore Elias Veron, oppure, la mano dello stesso Ibarra su colpo di testa ravvicinato di Gaich. Capirete che ci vuol poco a fare la somma e farsi venire qualche idea complottistica.

Tornando alla partita, il finale è incandescente. Si accende subito una rissa tra i giocatori che si protrae nel tunnel degli spogliatoi dove la sicurezza fatica a mantenere divise le due delegazioni. Il presidente Estudiantes, Juan Veron, scende in campo e davanti ad Herrera lo insulta chiamandolo ‘ladrón’. L’ex Parma, Lazio e Inter abbandona il palco delle premiazioni quando sale Tapia. La scena si conclude con la foto degli arbitri sul palco, applauditi ironicamente da tutta la squadra di La Plata. Una finale arbitrata male da Herrera che fa presagire strani presentimenti. Il dubbio rimane, ma la realtà, a prescindere dalle correnti politiche sportive, è che il fútbol argentino è giunto in un abisso di mediocrità e non si vede la luce in fondo al tunnel. Vedremo ora le decisioni disciplinari dell’AFA sulla rissa e proteste plateali: la battaglia tra Federazione ed Estudiantes è ancora lunga.

Redazione

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