In occasione dei 39 anni compiuti oggi da Leo Messi proponiamo una testimonianza che ci è sembrata come la più completa e illuminata tra le tante opinioni espresse in questi giorni, in relazione al momento magico e su ciò che genera Leo Messi in campo tra compagni e avversari. L’intervista a Zlatan Ibrahimovic, per conto di Fox Sports descrive definitivamente l’aura che illumina la Pulga di Rosario.
“Sono ossessionato dall’osservare Messi”, dichiara Ibrahimovic. “Non è perché è mio amico. Non è nemmeno nostalgia. È perché, dopo tutti questi anni, sto ancora cercando di capire come un calciatore possa controllare una partita senza toccare il pallone ogni minuto”.
“Oggi ho guardato l’Argentina (vs. Austria) e la prima cosa che ha catturato la mia attenzione non è stato il punteggio, ma la reazione dell’Austria quando Messi si muoveva. Con un solo passo verso sinistra, i difensori lo seguono. Quando si abbassa un po’ a metà campo, l’intera formazione della squadra cambia. Un solo sguardo da sopra la spalla… e il panico inizia. Questo non è calcio. È guerra psicologica”.
“Ed è per questo che rido quando la gente lo valuta solo per gol e assist. Perché non capiscono davvero quello che stanno guardand”.
“Messi non è solo il miglior giocatore dell’Argentina. È il sistema dell’Argentina. È la loro sicurezza. È la loro convinzione. È lui la ragione per cui i suoi compagni di squadra, quando entrano in campo, credono che l’impossibile possa diventare possibile. La gente mi chiede continuamente del dibattito sul ‘GOAT‘. Quale dibattito? Dico sul serio. Per me non c’è nessun dibattito. Tutto ciò esiste solo perché la televisione ha bisogno di contenuti e i social media hanno bisogno di litigi. Quando guardo il calcio, non vedo un dibattito”.
“Vedo Messi. E poi vedo tutti gli altri”.
“Questo non significa che gli altri leggendari non siano straordinari. Semplicemente, non ho mai visto nessun giocatore influenzare una partita, una squadra e un’intera generazione di calcio nel modo in cui fa Messi”.
“E oggi (vs. Austria) l’ha ricordato di nuovo.Non aveva bisogno di segnare o fare un gol da 40 metri, gli bastava essere Lionel Messi. E all’improvviso l’Argentina è sembrata un squadra completamente diversa. Ecco cos’è la grandezza. Non è che tutto dipenda da te, è che tutti diventano migliori quando ci sei tu”.
“Nella mia carriera ho giocato contro grandi giocatori. Ho giocato nella stessa squadra con grandi giocatori. Ma Messi è l’unico di cui ho pensato, guardandolo: ‘Questo non è normale.’ E la parte più spaventosa è questa: I suoi avversari sanno esattamente cosa farà ma non riescono comunque a fermarlo.Per questo non perdo più tempo con i confronti”.
“Alcuni giocatori diventano leggende, altri diventano icone. Messi invece ha creato una categoria tutta sua. E se dopo la prestazione di oggi mi chiedete ancora chi è il più grande calciatore di tutti i tempi…State facendo la domanda sbagliata”.
“Quella giusta è: il calcio riuscirà mai a produrre un altro giocatore come lui?”
