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Mano a mano che i giorni passano si fa sempre più convincente l’idea cheil Boca non ami questo format del fútbol argentino. 30 punti in 16 partite, 22 gol fatti e 9 subìti, terza miglior squadra del semestre ma il Xeneize ogni volta che si imbatte nelle ‘partite ad eliminazione diretta ‘regala’ sempre delusioni atroci. Come quella contro l’Alianza Lima nei playoff Libertadores della scorsa stagione, come quella contro l‘Independiente nell’Apertura 2025, o contro il Racing Club nella Clausura 2025 o peggio ancora, contro l’Atletico Tucumán in Copa Argentina 2025 ai sedicesimi di finale (!). Giusto per citarne qualcuna, e tralasciando le annate 2024 e 2023. Ed è un peccato perchè forse per la prima volta quest’anno si iniziava ad intravedere lo spirito bostero nell’atteggiamento dei giocatori, nei risultati e ..addirittura.. nel gioco espresso dalla squadra. Per due mesi, dall’inizio di marzo fino alla fine di aprile si è ammirata una squadra che sapeva quello che faceva, cosa voleva e come fare per ottenerla. Che vinceva partite contro chiunque e che faceva sognare i tifosi – l’apice, neanche a dirlo, al Monumental contro il River -, sia in campo nazionale che internazionale. Perchè anche la prima parte di Libertadores è iniziata col botto, ammirando le prime tre vittorie consecutive, di cui due nelle trasferte difficilissime di Santiago del Cile e Belo Horizonte. Poi qualcosa si è rotto. Oltre a Bareiro, vero fulcro della squadra. La squadra è entrata in un loop negativo dove sono iniziati gli errori e i black out mentali.

Manifesto del momento, la partita chiave contro l’Huracán: il pasticcio tra Brey e Delgado; i due errori commessi da Di Lollo (che paradossalmente, è risultato uno dei migliori della squadra nei 90′), la serata no di Paredes – che alterna passaggi da crack con alcune nefandezze da amatori-; il fallo da rosso del graziato Ayrton Costa, le palle gol sprecate da Merentiel – che ne mette dentro una ma ne sciupa tre -, sono ineluttabili elementi di condanna per qualsiasi squadra. A Úbeda si può contestare l’impiego di Weigandt, tornato titolare dopo la vendita di Blondel e la delusione di Barinaga, ma il fallimento è totalmente della rosa che ha di nuovo deluso i tifosi. Altro titúlo perduto. Il fútbol argentino mette in palio ogni anno 7 titúli e il Boca non ne vince nemmeno mezzo da tre anni. Sarà colpa dell’allenatore, certamente della rosa, ma se non si responsabilizzano i dirigenti che muovono le pedine, la musica difficilmente potrà cambiare.

Redazione

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