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Sono molto felice per il risultato e per il modo in cui è arrivato”. commenta il Dt del Boca, Ubeda, al termine del clásico che la gente del Boca ricorderà a lungo. E non potrebbe essere altrimenti per uno dei pochi allenatori xeneize che è riuscito ad imbrigliare, anche tatticamente, Marcelo NapoleonGallardo. “La proposta che abbiamo deciso di adottare è trasformare come una finale per ogni partita che scendiamo in campo, con idee di gioco e personalità di ognuno”.

Immancabilmente il ricordo per Miguel Russo rimane vivo più che mai dopo il prestigioso successo, per il vice allenatore che ha preso in mano la squadra dopo l’ultimo doloroso capitolo della vita del ‘maestro‘. “Quando la partita è terminata ho abbracciato il mio collaboratore Juvenal perché così vogliamo ricordare Miguel. Gran parte di questo e tutto quello che si vede della squadra è merito suo. Sono sicuro che starà facendo festa con noi dall’alto, volevamo condividere con lui e la sua famiglia. La vittoria è per tutti i tifosi ma soprattutto è per lui. La squadra ha avuto una crescita graduale ma netta nelle ultime gare e oggi ha dimostrato solidità e carattere contro un rivale storico come River”.

“La qualificazione Libertadores? Era l’obiettivo principale del club, di noi, di tutti. Ma non è l’unico, abbiamo obiettivi importanti e a meno di un mese e mezzo dobbiamo cercarli come si deve”.

“Con Miguel abbiamo sempre parlato del futuro e abbiamo capito che, nel giorno in cui Miguel non ci fosse stato più dovevamo farci carico della sua idea di gioco. Ha messo fine alla sua vita rimanendo al Boca, che era quello che voleva. La mia continuità non dipende assolutamente da me, ovviamente siamo super felici e soddisfatti nel posto in cui siamo, ci sentiamo privilegiati a far parte di questa istituzione. Siamo molto soddisfatti”.

Al settimo cielo anche el Changuito Zeballos, vero protagonista del Superclásico: “Sono felice per la squadra, per il gol, per la vittoria. I piani di Dio sono perfetti: dobbiamo essere pazienti e continuare a lavorare. Con amore, tutto avanti, con tanta gioia. Dopo il gol ho fatto il piccolo passo di danza di Neymar durante il festeggiamento, ero contentissimo”.

Di tutt’altro tenore la squadra del River, con Gallardo che rifiuta il confronto con la stampa a fine gara ed esce dalla Bombonera senza parlare. Nella zona mista Juanfer Quintero ha invece il coraggio di riconoscere il momento pessimo del River: “Nessuno vuole perdere un clásico. Abbiamo toccato il fondo. Ognuno può interpretare la situazione come preferisce; nel mio caso, tengo la testa alta. Siamo consapevoli della situazione, ma in un modo o nell’altro, abbiamo ancora un’altra partita. Dobbiamo sempre pensare positivo. Abbiamo un’altra opportunità contro il Vélez per capire cosa davvero vogliamo”, che, per la qualificazione diretta alla prossima Libertadores, potrebbe anche non bastare.

Molto più esplicito Martinez Quarta che dichiara a fine gara: “Abbiamo fatto una partita di merda, non siamo all’altezza. Siamo in un baratro da cui non riusciamo ad uscirne. Chiedo scusa ai tifosi”; più diplomatico invece il portiere Franco Armani. “È un momento difficile, soprattutto dopo la sconfitta di oggi. Ovviamente, ci assumiamo la responsabilità; siamo noi che scendono in campo, che prendiamo le decisioni, siamo noi in campo che abbiamo la responsabilità. Il calcio è fatto anche così, ci sono momenti in cui non gira nulla come dovrebbe. Ci fa molto male, come so che fa male a tutti i nostri tifosi. Supereremo questo periodo lavorando duro, con sacrificio e con molta umiltà. Dobbiamo rimanere uniti, guardare avanti, continuare a lottare e rialzarci”, ha concluso.

Redazione

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