A sole due giornate dal termine della prima fase regolare del Torneo Clausura arriva come spartiacque il tanto atteso (e temuto) Superclásico che tutta l’Argentina attende col fiato sospeso. Ma come ci arrivano River e Boca a questa nuova edizione della stracittadina?
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BOCA JUNIORS
Tutto è pronto per quello che sarà una festa alla Bombonera, per quella che gli addetti ai lavori definiscono spettacolare. Palchi della Bombonera con drappi azul y oro, fuochi di artificio e i sempre caratteristici papelitos saranno la coreografia del pomeriggio più caliente del secondo semestre della stagione, oltre al ribollente (e proverbiale) tifo della Doce bostera. Per l’occasione, possibile che il gruppo organizzato mostri il drappo con la scritta ‘Di Carlo Presidente’ in possesso dal decennio del ’90 quando Osvaldo Di Carlo era il presidente e nonno dell’attuale numero uno del River, Stefano.
La notizia del giorno è che Edison Cavani ha ricevuto l’autorizzazione medica e sarà convocato per la stracittadina, mentre i dubbi del tecnico Ubeda riguardano il centrocampo, con Andrea Herrera in vantaggio su Carlos Palacios. Per il resto sarà un Superclásico dove il Boca dovrà fare quel passo in avanti rispetto alle inibizioni caratteristiche dell’equipo bostero quando incrocia El Muñeco Gallardo.

RIVER PLATE
La tentazione di Gallardo è sempre quella: piazzare la linea a cinque in difesa, con gli esterni di centrocampo che sia abbassano in fase difensiva e si alzano in caso di proposta offensiva. Come era avvenuto sempre in quel famoso mese di novembre di sette anni fa, quando quella Banda surclassò tatticamente il Xeneize di Schelotto con la sorpresa del 5-3-2 che diventava 3-5-2 prima di terminare gloriosamente con la conquista della Libertadores contro gli arcirivali. Bustos e Acuña sulle corsie laterali, Martinez Quarta e Portillo a difesa di Armani. A centrocampo in forse l’utilizzo di Enzo Perez mentre solo Castaño è sicuro del posto. Dietro alle punte Salas e Lencina (Driussi dal secondo tempo?) ecco quel Juanfer Quintero (anch’egli) reduce protagonista assoluto di quella stagione memorabile. Il piano di Gallardo è semplice: resettare il passato e riscrivere la storia a partire da domani pomeriggio nel catino della Bombonera. Il resto verrà di conseguenza.
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BOCA JUNIORS
Si avvicina sempre più l’ora decisiva che determinerà il destino stagionale delle due squadre riferito alla classificazione alla prossima Libertadores. In caso di vittoria Boca i tifosi xeneizes infatti esulterebbero due volte: per il successo nel derby contro i rivali di sempre e per la qualificazione matematica alla prestigiosa competizione dopo due anni di assenza. A guidare l’equipo sarà ‘el capitán’ Leandro Paredes per la prima volta nella sua carriera titolare dal 1’ nella stracittadina della Bombonera.
“Questa è senza dubbio una della partite più importanti della mia carriera, sappiamo bene cosa significa per i nostri tifosi. Il River? Pensiamo solo a noi stessi, preparare la partita nel modo migliore per prenderci quei 3 punti. Quello che succede dall’altra parte è problema loro e non sono io a dover parlare dell’altro club. Ho sognato spesso di tornare nel mio paese, nel mio club e giocare questa partita nella Bombonera e con la nostra gente, me lo godrò moltissimo”.
“In tutta la mia carriera mi è capitato di far parte di grandi gruppi, so che per vincere servono uomini, un buon spogliatoio. Credo che quando sono arrivato ho provato a fare questo, creare un buon gruppo, con gente coraggiosa sul campo che vuole raggiungere cose importanti, e penso, che siamo sulla buona strada. Vincere ci qualifica alla prossima Copa Libertadores ed è uno dei nostri obiettivi. Riuscire a qualificarci, battendo il River, sarebbe qualcosa di grandioso”.

RIVER PLATE
Al River non è andata giù la designazione arbitrale. Per il terzo anno consecutivo a dirigere il Superclásico sarà Nico Ramírez, l’ultimo arbitro della controversa finale di Copa Argentina (durissimo scontro verbale con il Dt Berti), coadiuvato al Var da Gabriel Paletta, fratello di Hector, ex Milan, ma soprattutto ex Boca. Sebbene il River uscì vincitore da quell’ultimo derby della Bombonera, a Ramirez gli venivano contestati, nell’ordine:
- La mancata ammonizione a Rojo per una gomitata a Colidio;
- La mancata espulsione sempre a Rojo per uno sputo (sempre a Colidio), da chiamata Var
- E la mancata espulsione di Merentiel per una entrata killer a gamba tesa nei confronti di Lanzini.
Oltre alle polemiche naturali, che una partita di questa caratura inesorabilmente genera, è intervenuto nell’abituale conferenza stampa organizzata dalla Liga il capitano della Banda, Juanfer Quintero, che ha bene descritto il momento attuale della squadra e la voglia di superare l’ostacolo anche dopo la notizia della conferma di Gallardo come Dt. “È bello sapere che possiamo contare sul nostro DT, che ha raddoppiato la posta rinnovando l’impegno anche per l’anno prossimo. Anche noi siamo fiduciosi, e se lui ha questa energia, noi sul campo dobbiamo averne il doppio. È il momento di mostrare il nostro sostegno verso di lui, non lo abbandoneremo mai, gran parte della storia del River è stata costruita da Marcelo Gallardo, per noi giocare al River è una grande responsabilità, un piacere. Indossiamo questa maglia con orgoglio”.
“Questo Clasico è l’occasione per ribaltare la situazione da questo periodo difficile. Chi ha dubbi, stia tranquillo perché il River uscirà per fare quello che deve fare. Gli uomini veri si vedono in queste partite”.
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BOCA JUNIORS
Il Boca riprende gli allenamenti in vista del Superclásico con l’incognita Cavani. L’uruguayo, ai box da qualche settimana per l’infortunio al muscolo psoas rimediato nella previa contro il Central Cordoba, riprova ad allenarsi in maniera differenziata, ma sarà molto difficile vederlo in campo anche solo per uno spezzone di partita. Intanto Paredes si appresta a rivivere da protagonista il Superclásico dopo quasi dodici anni dall’ultima volta e Ubeda sembra intenzionato a confermare modulo e gli undici che hanno sconfitto a La Plata l’Estudiantes. Nel bel mezzo dell’attesa, non poteva mancare la preveggenza del cartomante, che ha letto già il destino della Clasicisima: “È uscita la ruota della fortuna”, rivela il tarotista Walter Lavalle riferendosi al Boca. “Sono carte piuttosto buone per il Boca, a parte la luna e il cinque di spade. Vedo molta energia concentrata sul Boca, spero che questo non si ritorca contro di loro, spingendoli a cercare la vittoria in modo impulsivo. Mi piacciono le carte del Boca”, ha dichiarato il cartomante, ottimista per gli xeneizes.

RIVER PLATE
Dopo la bufera, il River Plate decide di guardare avanti e nel secondo giorno di presidenza di Di Carlo a sorpresa viene convocato Marcelo Gallardo dal numero uno nella sede del club. Incontro certamente non programmato e così, i media, appresa la notizia e annusando che qualcosa di grosso stava accadendo, si precipitano in massa al Monumental per capirne di più. Verrà ufficializzato dal River poche ore dopo: Marcelo Gallardo, a prescindere, dunque, dai risultati scadenti finora ottenuti nel suo secondo ciclo, rinnova il contratto e sarà l’allenatore anche nel 2026. Il River Plate decide di giocarsi così i suoi assi in vista del Superclásico, infondendo ottimismo e mascherando, almeno mediaticamente, le difficoltà e gli orrori visti sul campo negli ultimi mesi. Poi certamente sarà la prestazione e il risultato a giudicare l’operato del Muñeco, ma per adesso la Banda si riunisce su se stessa e si concentra unicamente su quella che sarà una vera e propria finale da non perdere. Insomma, l’ambiente riverplatense rapidamente si ricarica di energia positiva e cerca di guardare oltre l’ostacolo. Poi da lunedì, se ne riparlerà senza mezzi termini di mossa geniale o decisione inopportuna. Ma questa sarà un’altra storia.
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BOCA JUNIORS
Il Boca Juniors sembra aver assorbito bene l’inizio thrilling della prima/seconda parte di stagione. Eliminato nei sedicesimi di finale dalla Copa Argentina per opera dell’Atletico Tucuman, la squadra del fu Miguel Russo ha annaspato nell’unica competizione rimasta del Torneo Clausura per poi cambiare marcia ad agosto con tre vittorie consecutive, che le hanno permesso di risalire rapidamente fino alle parti alte della classifica. Il grave lutto dell’allenatore Russo non ha scalfito il rendimento del gruppo, che anzi, sotto la guida di Claudio Ubeda, vice di Russo, ha trovato una sorta di nuovo compromesso tattico, riuscendo a risollevare con prestazioni finalmente all’altezza del nome del club un ambiente che dall’inizio dell’anno appariva in costante contestazione con squadra e dirigenza. Sembra dunque tornato il sole nel Barrio de la Boca e il fatto che il River sia in crisi e la Clasicisima si giochi tra le mure amiche della Bombonera non fa altro che infondere nuovo ottimismo sull’esito del Superclásico, che il Boca non vince tra i suoi tifosi dal 2022, quando, el Pipa Benedetto, regalava la vittoria tanto attesa coadiuvato da quell’oggetto misterioso di Juan Ramirez, appena prelevato, non senza polemiche, dai rivali del San Lorenzo… Ovvero, una vita e mezza fa.

RIVER PLATE
Nuvole nerissime sopra Nuñez. Sembra che il River si sia incanalato in una spirale negativa e quando mancano pochi giorni alla supersfida dell’anno, l’appuntamento della Bombonera assume i caratteri della sentenza. Il ritorno del Muñeco Gallardo non ha prodotti gli effetti sperati ed anzi il River Plate sta accumulando record su record negativi, fallendo tutti gli obiettivi stagionali. Mai nella sua storia i tifosi del Millo avevano assistito a quattro sconfitte interne consecutive perdendo contro Palmeiras (e ci può stare), Deportivo Riestra (!), Sarmiento (!!) e Gimnasia la Plata (!!!). Nella panchina numero 500 di Gallardo aleggia una preoccupante sterilità su tutti gli aspetti: l’equipo non è un gruppo affiatato come da miglior tradizione di Gallardo, non c’è una sorta di identità di squadra e gli attaccanti (Borja in primis) sembrano attraversare una maledizione ormai cronica. La sfida contro il Boca potrebbe decretare definitivamente la fine dell’era Gallardo, come, paradossalmente, diventare la miccia verso un finale di stagione elettrizzante, magari riuscendo a raggiungere la qualificazione diretta alla prossima Copa Libertadores, fino ad oggi non ancora garantita. Gallardo infatti è la bestia nera del Xeneize: è questa forse è l’unica speranza che i tifosi riverplatensi si attaccano per riuscire a uscirne indenni dalla Bombonera.
1 – continua
