Grandi emozioni hanno regalato in settimana le imprese di Boca ed Estudiantes, dove entrambe ha vìolato il Maracaná per poi volare in finale. Una somiglianza che pone come lo stadio più importante del Brasile come preda dei club argentini per una stagione abbastanza anomala, dal punto di vista del fattore casa, che in qualche modo ridimensiona e pregiudica significativamente il ‘potere brasiliano’ nei tornei Conmebol. Sia chiaro, il Brasile presenta le altre due finaliste di Copa come Atletico Mineiro (vs Boca) e Palmeiras (vs Estudiantes) ma per una volta non si è presentata la classica egemonia brazuca nel subcontinente. Si può dedurre che il futbol argentino sia guarito e sia diventato finalmente competitivo anche al di fuori dell’Argentina? Gli esempi di Pincha e Xeneize rappresentano forse una boccata d’aria fresca e un enorme colpo d’autorità nel panorama continentale rispetto agli altri anni, ma non significa che il sistema calcio argentino abbia risolto i suoi problemi. Sembra piuttosto una significativa prova dello spirito competitivo, della versatillità tattica degli allenatori argentini, apprezzati più che mai nei club e nazionali sudamericane, che i club argentini conservano per competere ai massimi livelli, nonostante un contesto argentino non propriamente accomodante.
A livello interno i club si devono infatti misurare con una Federazione che mette in palio 8 tituli all’anno, con regolamenti talmente arzigogolati e diversi tra loro che mettono in difficoltà anche gli addetti ai lavori. Per non parlare dell’enorme divario economico e strutturale con i club brasiliani, nettamente più competitivi e avvantaggiati dai ricchi diritti tv rispetto a quelli argentini. Diverso anche il format della Serie A brasiliana, composto da 20 squadre, più snello e coinvolgente rispetto al ‘carrozzone’ della Primera argentina composta da 30 equipos.
La conclusione più logica è che per una volta il calcio argentino ha dimostrato grande resilienza dinanzi alle difficoltà appena elencate. Le finali conquistate da Estudiantes e Boca segnano un punto d’orgoglio in cui l’intelligenza tattica, la storia del club e il lavoro di squadra sono riusciti a colmare la forbice finanziaria con i giganti del continente. Se poi da questo punto di partenza l’AFA cominciasse a collaborare per le riforme tanto invocate allora sì, potrebbe essere il seme per un prossimo raccolto migliore.
