Si preannunciano nuovi capitolo nella disputa River-AFA. Il club di Nunez, in fermo disaccordo con la Federazione guidata dal ‘Chiqui’ Tapia, fa clamorosamente ritorno al tavolo del Consejo Esecutivo federale, dopo l’abbandono di qualche mese fa, con una serie di proposte atte a modificare l’esistente format del futbol argentino. Sei punti dove la Comisión directiva del River propone di migliorare il calcio argentino per renderlo maggiormente competitivo e snellirlo di un calendario interno diventato ormai insostenibile. Oltre che alla rimozione dell’odiato direttore degli arbitri argentini, Federico Belligoy, ritenuto non all’altezza del ruolo che opera. Con queste proposte il presidente Di Carlo farà ritorno nel centro federale di Ezeiza con proposte concrete, che più che cambiamenti assomigliano al naturale buon senso umano. Come ad esempio il ‘non cambiare le regole in corso’, che sembrerebbe quasi scontato in qualsiasi torneo, a cominciare da quelli amatoriali, ma che ancora non sembra aver attecchito in Argentina
Così il comunicato del club: ‘Il documento presenterà una diagnosi e una proposta concreta per ciascuno degli aspetti che attualmente compromettono la competizione. Si tratta di un’esigenza che il calcio argentino si pone, data la sua storia. Una storia centenaria, con un livello di competitività globale, richiede tornei all’altezza, in termini di formato, arbitraggio, trasparenza e chiarezza dei regolamenti, nonché di generazione di entrate’.
‘Il River Plate presenta questa proposta in qualità di associazione civile senza scopo di lucro, nonché membro fondatore della Federazione Calcistica Argentina (AFA). Difendere questo status significa lavorare instancabilmente, insieme agli altri club, per raggiungere gli obiettivi che i nostri soci ci hanno prefissato e che condividiamo. Un’associazione civile senza scopo di lucro è, per definizione, proprietà dei suoi membri. L’AFA è proprietà dei club e i club sono proprietà dei loro soci’.

Queste le proposte del River:
- 1: Cambiare il formato delle competizioni nazionali, con riduzione graduale delle squadre della Primera División, oltre che all’impegno di non modificare le regole esistenti in corso di tornei o competizioni.
- 2: Riordinare il calendario e la finestra del calcio mercato.
- 3: Stabilire criteri in termini di procedimenti istituzionali e accesso alle informazioni federali.
- 4: Ridiscutere il ruolo di chi oggi dirige il futbol argentino, e fondalmentalmente definire i criteri per i sorteggi arbitrali. Alla stessa maniera giudicare i rendimenti degli arbitrati.
- 5: Sostenere il funzionamento collettivo per la vendita dei biglietti tra i club. Studiare nuove strategie per incrementare i guadagni.
- 6: Riformulare la politica della distribuzione dei diritti tv nazionali e internazionali.

Una serie di proposte impeccabili, che cambierebbero e snellirebbe l’attuale ‘carrozzone’ della Primera e di riflesso anche la B Nacional. Ma se anche la proposta appare finora come l’unica possibile a ridare ossigeno a una futbol nazionale asfittico, c’è diffidenza a livello politico perchè…la propone il River, club che non sopporta l’operato del presidente Tapia, a differenza di altri club molto più ‘allineati’ al pensiero federale; la propone per ora un solo club che dovrà fare breccia sulle altre 28 squadre, perchè di sicuro sarà osteggiato, solamente per una questione di rivalità, dal club rivale (in questo caso Boca).
Vedremo cosa succederà oggi in AFA, se prevarrà la consapevolezza del necessario un cambiamento radicale per il bene del futbol argentino o se l’arroganza del direttivo prevarrà contro ogni critica del suo operato. Dopo oggi, potrebbero di nuovo variare gli equilibri delle 30 partecipanti con l’AFA. Non è detto infatti che la proposta del Millonario non trovi consensi tra gli altri club partecipanti.
