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Ora è ufficiale, Eduardo Coudet non è più l’allenatore del River Plate. Dopo la durissima eliminazione in Copa Sudamericana contro l’Independiente Santa Fe, la tappa del Chacho giunge al termine in un ciclo a dir poco drammatico in questo avvio di secondo semestre. Nella sala conferenza del Monumental si consuma l’ultimo atto, forse più doloroso, alla presenza del presidente Stefano Di Carlo e del direttore generale Enzo Francescoli.

Abbiamo iniziato questo processo con determinazione ed enorme convinzione”, commenta Di Carlo. “Abbiamo sempre sostenuto in modo categorico tutto ciò che è stato fatto in questo periodo dal Chacho (Coudet) come allenatore del club. Crediamo che sia il modo giusto, istituzionale e più rispettoso di questa presentazione sia presenziare in prima persona. El Chacho’ ha deciso di lasciare l’incarico di sua spontanea volontà. Crediamo che la professionalità, la capacità, la sua disciplina di lavoro, per non parlare della qualità umana, meritassero una chiusura qui nel club, ringraziando a nome del club per questa avventura in questa situazione scomoda che ha dovuto gestire in questo periodo”.

La parola poi va a Coudet che analizza: “Abbiamo avuto un buon inizio a livello sportivo ma sono stato il primo a mettere delle scadenze ed ero chiaro che in questo club bisognava vincere e giocare bene. Per quanto riguarda il gioco, nelle ultime partite abbiamo iniziato a giocare meglio, ma è mancata l’imperativa necessità di trasformarla in pratica attraverso i risultati. Ce l’abbiamo messa tutta ma non ce l’abbiamo fatta, non voglio dare la colpa alla sfortuna. Voglio ringraziare a tutti i giocatori, dirigenti e al mio staff tecnico. Spero che il tempo metterà le cose a posto. Da parte mia sarò fuori a sostenere e augurare il meglio. Non ho molto altro da dire: semplicemente grazie ai tifosi, al club e a voi per il tempo condiviso“.

Coudet è arrivato al River nel marzo 2026 in sostituzione di Marcelo Gallardo ma non è mai riuscito a trovare una sorta di identità vincente e gioco alla squadra. In totale, ha guidato 27 partite, di cui 13 vittorie, 6 pareggi e 6 e 8 sconfitte, uscendo di scena precocemente in Copa Argentina, ai sedicesimi, e in Copa Sudamericana agli ottavi di finale. Si conclude un ciclo di un allenatore che ha generato grandi speranze nel tifoso millonario di tornare ai vertici del futbol subcontinentale e argentino, ma che ha dimostrato di non esserne all’altezza del ruolo, nonostante i 60 milioni spesi nell’ultimo calciomercato.

Ora la prima squadra sarà temporaneamente affidata a Leo Ponzio, in attesa di una decisione definitiva da parte della Comisión Directiva.

Redazione

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