Sono state giornate intense quelle che Scaloni ha trascorso negli ultimi giorni. Dovevano essere tre giorni di riposo per ricaricare le batterie nell’amata cittadina di Pujato; si sono invece dimostrate in una processione costante di tifosi e curiosi alla ricerca di un selfie o un’autografo assieme al director tecnico della Selección. Sotto assedio, nonostante le sue costanti amate ‘fughe’ in bicicletta, al punto che, all’uscita dalla casa per un appuntamento dal dentista si è quasi dovuto scusare dell’assenza dinanzi al popolo in attesa: “Vado dal dentista, poi torno e firmo la magliette”.
Una situazione senza dubbio stressante nei giorni di riposo per l’allenatore dell’Argentina, ma allo stesso tempo corroborante di affetto verso il primo rappresentante della Selección. E ieri, un cartello davanti alla porta ha davvero salutato tutti. ‘Leo se ne è andato stanotte. Grazie per tanto affetto”, ponendo la parola fine agli assembramenti. Non prima di un post su Instagram – proprio lui, allergico ai social – per ringraziare e far sapere il suo pensiero sulla recentissima avventura mondiale.

‘Dopo una settimana intensa in cui si sono intrecciate la tristezza con la gioia, il pianto con un sorriso, l’angoscia con la tranquillità, i nervi con la calma, posso sedermi a scrivere qualche parola, che anche se sanno che non mi piacciono molto i social, potrebbe essere il mezzo migliore per farvelo arrivare’, scrive Lio Scaloni su IG.
‘Mi viene solo da dirvi mi dispiace per non avervi potuto portare un’altra coppa e darvi una nuova gioia che, anche se solo per qualche giorno, magari vi faccia dimenticare tutto il brutto della vita, Ma voglio che vi resti quello che abbiamo cercato di mostrarvi con questo gruppo di giocatori, i miei guerrieri, come li definivo quando ne parlavo a mia moglie’.
‘Lo sforzo, la voglia, il desiderio, il ‘ce la posso fare’, il non mollare le braccia (anche se tutto si fa in salita) il dare tutto (anche se non hai più niente) il sopportare secchiate d’acqua fredda (DA PARTE DI PERSONE CHE NON CI CONOSCONO) il saper stare, il voler restare in piedi quando le gambe non obbediscono più al cervello.. Questo è il vero trofeo’.
‘Eternamente grato al mio staff tecnico, ai giocatori, al personale dell’AFA, a coloro che in silenzio lavorano per far sì che stiamo comodi e a ognuno di voi per l’affetto ricevuto’.
Lionel Scaloni

Niente di nuovo invece dal punto di vista del rinnovo del contratto federale in scadenza a dicembre 2026, sebbene le continue dimostrazioni di affetto della gente comune nei suoi confronti potrebbero aver dato la spinta giusta verso il grande passo del rinnovo. Scaloni, toda la Argentina te ama!
