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L’Argentina si arrende soltanto ai tempi supplementari e vede sfumare il sogno di difendere il titolo mondiale conquistato quattro anni prima. A sollevare la Coppa del Mondo 2026 è la Spagna di Luis de la Fuente, che supera l’Albiceleste per 1-0 al termine di una finale intensa, equilibrata e ricca di emozioni, decisa dal gol di Ferran Torres.

Nel primo tempo sono le Furie Rosse a prendere in mano il controllo del gioco, dominando il possesso palla e costruendo le occasioni più pericolose. Lamine Yamal, Cucurella e Oyarzabal mettono più volte in difficoltà la difesa argentina, ma trovano sulla loro strada un Emiliano Martínez in versione monumentale. Il portiere dell’Aston Villa tiene a galla i suoi con interventi decisivi, risultando il migliore in campo per lunghi tratti della gara. Nel frattempo, Scaloni è costretto a rinunciare a Lisandro Martínez per infortunio prima dell’intervallo, perdendo un elemento chiave della retroguardia.

La ripresa segue lo stesso copione: la Spagna continua a spingere con qualità e intensità, mentre l’Argentina fatica a costruire azioni pericolose e si affida soprattutto alle ripartenze. Il Dibu salva ancora i suoi in più occasioni, ma nel recupero arriva un episodio pesante: Enzo Fernández viene espulso, lasciando l’Albiceleste in inferiorità numerica proprio nel momento più delicato. Nonostante tutto, lo 0-0 resiste fino al termine dei tempi regolamentari.

Nei supplementari la tensione cresce ulteriormente. Emiliano Martínez continua a essere protagonista e la Spagna si vede annullare un gol a Nico Williams. La svolta arriva però all’inizio del secondo extra-time: proprio Nico Williams supera Molina sulla fascia e serve Ferran Torres, che con freddezza firma l’1-0. Nel finale l’Argentina prova il tutto per tutto e sfiora il pareggio con Giuliano Simeone, ma il suo tiro termina alto. Al triplice fischio esplode la festa spagnola: la Roja è campione del mondo, mentre per l’Argentina resta solo l’amarezza di un sogno sfumato.

Redazione

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