L’Argentina batte 3-1 la Svizzera al Arrowhead Stadium di Kansas City e vola in semifinale del Mondiale. Altra partita da cardiopalma per gli uomini di Scaloni che nonostante la superiorità numerica dal 72° minuto faticano oltre il dovuto rischiando la ‘famigerata’ lotteria dei calci di rigore. È Julian Alvarez che, al suo primo centro mondiale, sblocca l’empasse della sfida e rinnova la ilusión argentina con un gol da antologia che fa volare la Selección alle semifinali.
Scaloni conferma gli undici contro l’Egitto e questa volta la sensazione è che l’Albiceleste abbia imparato la lezione, dato che gli undici in campo sembrano più presenti mentalmente rispetto alle ultime prestazioni. Linee più corte tra i reparti, giocate veloci e pressing sui portatori di palla fanno sì che Messi e compagni abbiano serie intenzione di proseguire il cammino mondiale. La gara si sblocca al 10′ quando un angolo di Messi viene raccolta da Mac Allister che di testa trafigge il portiere Kobel. Altro record stracciato da Messi per gli assist nelle sfide mondiali (10) e l’Argentina si trova a gestire un vantaggio sperato alla vigilia. La Svizzera però non ci sta e inizia a schiacciare l’Argentina nella propria metà campo. El Dibu Martinez – come da lui promesso – questa volta sì, torna ad essere protagonista sventando con il piede in uscita una pericolosa occasione da parte di Embolo e la sfida mano a mano si incattivisce con interventi fallosi da ambo le parti.
Nella ripresa la gara si alza di intensità e le iniziali premesse di pressing e ritmo mano a mano vanno a scemare. Al 49′ Messi lancia Molina che al posto di metterla al centro per un Alvarez libero, cerca la conclusione personale, poi, pochi secondi dopo, Embolo scatta leggermente in posizione di offside e regala la palla a Ndoye, ma l’intervento di Lisandro Martinez è decisivo per allontanare la minaccia. La Svizzera sembra in controllo della partita e si rende pericolosa due volte al 65′, ma ancora el Dibu sventa in entrambe le occasioni, prima di capitolare al 67′ con Ndoye, dopo un uno-due con Ricardo Rodriguez. L’1-1 inibisce ancor più l’Argentina che accusa il colpo, fino al nuovo colpo di scena: Embolo, già ammonito, simula un intervento falloso di Paredes che viene ammonito. Ma il Var chiama l’arbitro Pinheiro per scambio di identità e così Embolo viene ammonito per la seconda volta, lasciando la Svizzera in dieci (72′). La Scaloneta però non sembra approfittarne della condizione favorevole, dato che con l’uomo in più gli elvetici continuano a palleggiare senza pressione, fino ai minuti di recupero, quando Messi ha l’occasione propizia da fuori area ma il pallone esce di poco a lato del secondo palo. Ancora il portiere Kobel è bravo ad intercettare una palla vagante in area calciata da Lisandro Martinez, protraendo così il match ai tempi supplementari.
Nel primo tempo supplementare Scaloni fa uscire Enzo Fernandez per Almada e il giocatore dell’Atleti si fa pericoloso al 95′ con un tiro da fuori area che termina sull’esterno della rete. Ma ancora l’Argentina, in 11 contro 10 sembra pagare oltre modo la condizione fisica scadente mostrata in tutto il cammino mondiale. Messi si fa pericoloso al 112′ e pochi secondi dopo Julian Alvarez toglie dal cilindro un golazo di incredibile fattura: tiro a rientrare all’incrocio dei pali dove nulla può Kobel per il nuovo vantaggio albiceleste. È il gol che toglie le castagne dal fuoco e che indirizza le semifinali sulla via argentina. Un gol da cineteca che rinvigorisce la squadra e fa ritrovare le energie per sigillarla, pochi minuti dopo, con un contropiede di Almada, concluso in rete successivamente da Lautaro Martinez. L’Argentina batte col fiatone la Svizzera e conquista la semifinale della Copa del Mundo con una volontà da applausi. Affronterà l’Inghilterra esattamente 40 anni dopo la mano de Dios e il gol del Siglo di Maradona. Ma questa è un’altra storia.
