Alla vigilia della sfida contro l’Argentina, il commissario tecnico della Svizzera, Murat Yakin, ha affrontato con serenità i temi più caldi della conferenza stampa. Dall’arbitraggio alle difficoltà di fermare Lionel Messi, il tecnico elvetico ha preferito evitare polemiche, ribadendo che le partite si vincono sul campo e non davanti ai microfoni.
Nessuna domanda cambia la sua espressione. Murat Yakin, commissario tecnico della Svizzera, non si mostra né sorpreso né infastidito dal fatto che gran parte della conferenza stampa ruoti attorno all’Argentina e a Lionel Messi. Con calma e determinazione, il tecnico rossocrociato risponde a ogni quesito, lanciando anche un messaggio chiaro a chi alimenta le polemiche.
Si è parlato di favoritismi arbitrali nei confronti dell’Argentina. Pensa che siano effettivamente favoriti?
“In generale penso che le partite siano corrette. Oggi tutto può essere controllato grazie alla tecnologia e al VAR. L’Argentina ha uno stile di gioco intenso e dimostra grande astuzia in ogni partita. Gioca con molta passione e, se non riesci a tenerle testa, diventa difficile batterla. Non direi però che sia successo qualcosa di sbagliato o negativo. Le partite non si vincono con le parole dopo il fischio finale. L’occasione per fare la differenza arriva durante i 90 minuti. Le polemiche e gli insulti a fine gara non servono a nulla.”
Come si ferma Lionel Messi?
“È una domanda che mi aspettavo. Esistono diverse soluzioni. Cercheremo di fare bene e di comportarci da vera squadra. Dovremo mantenere un pressing alto contro un’Argentina che, da campione del mondo, farà tutto il possibile per imporsi. Possiamo parlarne quanto vogliamo, ma alla fine sarà il campo a dare le risposte. Noi abbiamo già preparato le nostre soluzioni.”
