Una partita al cardiopalma, una rimonta pazzesca che regala i quarti di finale del Mundial. Una gara dove l’Argentina fa di tutto per complicarsi la vita, dal secondo rigore sbagliato consecutivo di Messi doppio svantaggio che si materializza a metà secondo tempo. Prima dell’incredibile remuntada. Un’Argentina troppo brutta per essere vera e troppo bella da crederci ancora. In mezzo a questo turbinio di emozioni, il tifoso passa in diversi fasi di stati d’animo che ne condizionano l’integrità fisica.
Scaloni, come prevedibile, manda in campo la squadra con Paredes al posto di Almada, Tagliafico al posto di Medina ed Alvarez per Lautaro. Ma gli annunciati cambiamenti non sortiscono alcun effetto sperato. La squadra è lenta, compassata, quasi più inibita che contro Capo Verde. L’episodio che destabilizza la sfida arriva al 15’, quando un cross dalla trequarti di Attia viene raccolto di testa da Yasser Ibrahim anticipando sul tempo Lisandro Martinez (15′). Lo stupore è grande per il vantaggio egiziano, ma dopo pochi minuti l’Argentina avrebbe la grande chance di pareggiare per l’assegnazione di un calcio di rigore per fallo su Tagliafico, ma Messi non angola (21′) e il portiere Mostafa Shobeir Oufa diventa l’eroe egiziano, anche per il colpo di testa ravvicinato di Mac Allister e il diagonale quasi vincente di Alvaraez che l’’estremo difensore sventa in maniera impeccabile.
Nella ripresa ci si aspetta la reazione argentina, che, in modalità lenta e prevedibile, avviene. Ma gli uomini di Scaloni sono ancora superati dall’esuberanza fisica degli africani che alla prima occasione fanno scattare il campanello di allarme con il raddoppio di Ziko in contropiede (58′), influenzato però dal pestone subìto da Lisandro Martinez in avvio di azione. Non passano nemmeno dieci minuti che lo stesso Ziko si fa trovare di nuovo pronto al centro dell’area dopo l’ennesima azione di rimessa, e supera ‘el Dibu’ Martinez gonfiando la rete (67′). 0-2, Tracollo. Il doppio svantaggio fa rimboccare le maniche a Messi che appare l’unico capace di saltare l’uomo nonostante le sue trentanove primavere. Da lui parte il cross per Romero che piega le mani ad Oufa per il gol che riapre la partita (79′). Ora l’Argentina ci crede. Ancora cross sul secondo palo per Lautaro – che nel frattempo è entrato per lo schema del doppio nove – che mette in mezzo e dopo una serie di incertezze arriva Messi e con un tiro fulminante la mette dentro grazie anche al bacio sulla traversa interna (83′). L’Egitto è in ginocchio. E la Selección ha il merito incontestabile di crederci fino alla fine, e, grazie alla collaborazione tra Lautaro ed Enzo Fernandez, riesce a mettere a segno il gol vittoria al 92’ tra il tripudio albiceleste. L’Argentina si sveglia dall’incubo proprio nel finale e con l’artigli agguanta l’obiettivo dei quarti di finale. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma nel frattempo c’è la conferma che questa squadra non molla mai. Non poco per un torneo pieno di sorprese come questo mondiale.
