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Qualificazione col cardiopalma. L’Argentina accede agli ottavi di finale faticando più del dovuto contro Capo Verde che gioca una partita quasi perfetta, costringendo i campioni del mondo ai tempi supplementari. Al Hard Rock Stadium di Miami si consuma quasi il dramma per la Albiceleste, avanti per ben due volte ma raggiunta dalla squadra africana che conferma un debutto nella Copa del Mundo da applausi.

Scaloni schiera gli undici titolari secondo le previsioni della vigilia. Ritorna Romero al posto di Otamendi, Molina per Tagliafico e Medina per Montiel. Davanti perte dal primo Lautaro Martinez ma è ancora Leo Messi che sblocca il match al 29’ con una potente conclusione da dentro l’area di rigore su assist di Lautaro. Sembra gara da amministrare ma Capo Verde inizia a venire fuori dal guscio nella ripresa, andando a segno grazie a Duarte con un bel diagonale nel primo vero tiro in porta.

L’Argentina è scossa. Scaloni cerca di reagire anche con i vari cambi offensivi in corsa (Alvarez per Lautaro, Gonzalez per Almada) ma la proposta di gioco di Capo Verde impressiona tutti con ripartenze perfette dal basso, gioco di prima, uno due veloci: la Scaloneta si rende conto che l’avversario è di gran livello rispetto ai pronostici sfavorevoli.

Sì va ai supplementari e il gol dopo soli due minuti di Lisandro Martinez – letale in area – fa presagire che serata possa concludersi qui. Non fa i conti con il gol, probabilmente più bello fin qui – di Lopes Cabral, che con un tiro a giro da posizione decentratissima indovina con una parabola perfetta l’incrocio dei pali sul secondo palo. È un golazo che fa rivivere i fantasmi del passato a Messi e compagni, ricordando la passata finale con la Francia, quando, in 120 minuti da continui ribaltamenti di fronte, si dovette arrivare ai calci di rigore.

Ma il merito di questa Scaloneta è quello di non abbattersi mai e dopo dieci minuti arriva l’episodio che istrada la vittoria verso i colori Albiceleste: al 111’ l’angolo battuto da Messi viene toccato di testa dal difensore Borges – su pressione di Romero – che inganna il portiere Vozinha per il 3-2 che da lì a poco sarà il finale. Non prima di tremare con due interventi di’ Emiliano Martinez che salvano letteralmente il risultato prima della gioia del fischio finale. Termina qui, con applausi a Capo Verde e con la consapevolezza di aver assistit, molto probabilmente, alla prova meno convincente dell’Argentina targata Scaloni.

Ora testa all’Egitto, prossimo avversario degli ottavi di finale, per sfida in programma tra tre giorni al Mercedes Benz Stadium di Atlanta.

Redazione

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