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Nella gara più attesa dei sedicesimi di finale di Copa Argentina, l’Estudiantes, trascinato da un Thiago Palacios da standing ovation, vince 2-0 contro il Rosario Central e si qualifica a turno successivo. Non c’è storia nella gara che si gioca sul neutro del Kempes di Cordoba. Il Pincha riesce a conquistare senza troppe difficoltà la metà campo e si dimostra più pericoloso degli avversari già dopo quattro minuti di gioco, quando in azione di rimessa Thiago Palacios si dimostra imprendibile e dalla sinistra riesce a mettere al centro una palla che Carillo di testa scaraventa in rete. Il fantasista ex Platense è davvero l’uomo in più per il Dt Medina: è lui che conclude di poco a lato pochi minuti dopo, ed è ancora lui che trasforma un calcio di rigore concesso per fallo su ultimo uomo di Coronel su Burgos (25′). Graziato dal rosso diretto Coronel, la reazione del Central si può ammirare solo nel tentativo defilato di Di Maria – poco ispirato -, ma la conclusione a giro sul secondo palo è sventata dalla difesa pincha in calcio d’angolo.

Nella ripresa il Canalla cerca di approcciare una reazione più convincente, ma rimane solo nelle intenzioni del Dt, perchè sul campo l’Estudiantes tiene senza troppi affanni le redini dell’incontro, facendosi pericoloso ora sull’asse AlarioPalacios, dato che l’attaccante ex river sostituisce lo stremato Carillo. La gara termina virtualmente quando Ibarra commette per la seconda volta un takle in ritardo che gli vale il secondo giallo e la superiorità numerica del Pincha, con l’Estudiantes, che non si ferma e realizza con Amondarain, -grazie all’ennesimo assist al bacio di Palacios – il terzo gol della serata, dimostrando una buona vena realizzativa dopo anche il decisivo gol qualificazione in Copa Libertadores contro l’Independiente Medellin. El León de La Plata vince meritatamente la sfida prestigiosa contro un Central stranamente sottotono, e ora affronterà la vincente tra Barracas e Huracán negli ottavi di finale. Può terminare così ufficialmente il primo semestre per entrambe le squadre, naturalmente, con differenti stati d’animo.

Redazione

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