Sembrano ad una svolta le indagini della giustizia argentina relative all’inchiesta che vede coinvolti i vertici della Asociación fútbol argentina (AFA) nell’accusa di appropriazione indebita ed evasione fiscale. Nella prima settimana di marzo saranno ascoltati dai giudici il presidente Tapia, il tesoriere federale Toviggino e il segretario Malaspina dopo le perquisizioni alle sedi federali e ai club collegati e il clima inevitabilmente si surriscalderà. Da sempre dichiarati estranei ai fatti, la dirigenza della Federazione, nell’ambito dell’Assemblea Esecutiva ha deciso di dare un segnale forte, proclamando lo sciopero della nona giornata del Torneo Apertura e di tutto il fútbol nazionale come forma di protesta alla ‘persecuzione giudiziaria’. “Si sta dichiarando una guerra al nostro calcio che non ha nulla a che fare con queste accuse nulla”, ha dichiarato alla stampa il presidente del Vélez, Berlanga, alludendo al presunto coinvolgimento del Governo Milei all’AFA dietro l’intraprendenza dell’apparato giudiziario “Vogliono imporci il club a gestione privata che tutto il nostro fútbol rifiuta. Lo sciopero del 9 marzo? Se sarà necessario lo adotteremo. Prenderemo tutte le azioni che dobbiamo intraprendere”.
Pochi minuti più tardi ecco l’ufficialità dello stop tramite un comunicato AFA: ‘In virtù della riunione del Comitato Esecutivo della Lega Professionistica, tenutasi il giorno della data, i leader, per decisione unanime di tutti i presenti, hanno chiesto di sospendere la giornata 9 della Liga Profesional che va da giovedì 5 a domenica 8 marzo e tutte le categorie del nostro calcio, nel ripudio della denuncia avanzata da ARCA (Agenzia entrate argentina) nei confronti della Association Futbol argentina’. È in definitiva guerra totale tra istituzioni governative e Federazione calcio argentina.
