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Otro batacazo. Il River non si rialza e continua il suo momento no cadendo nel campo de La Paternal. Non serve la lezione del Tigre impartita al Monumental, il Millonario colleziona la seconda sconfitta consecutiva perdendo 1-0 al Diego Armando Maradona contro un Argentinos solido e ‘quadrato’. Senza gioco, senza anima nonostante il cambio dal 4-3-1-2 al 4-5-1 operato da Gallardo e con la nuova bocciatura di Salas e Colidio, il River non riesce a reagire di fronte alle difficoltà. Non basta davanti il solo giovane Ruberto come punto di riferimento a Quintero per graffiare la difesa locale, la squadra de la Banda sbaglia i fondamentali più semplici e rimane incapace di districarsi dal pressing avversario, che al contrario, fa crescere l’autostima al Bicho col passare dei minuti.

Subito la gara si accende all’8’ quando Montiel spedisce di poco alta la palla respinta da un confusionario Brayan Cortés, ma poi i padroni alzano i ritmi che culminano con la rete che arriva inevitabilmente a ridosso della fine del primo tempo: calcio d’angolo argentinos, la difesa del River non riesce a liberare e la palla arriva a Hernán Lopez Muñoz (pronipote di Maradona), che infila il portiere Beltrán con un preciso diagonale di sinistro (e poteva essere altrimenti?), valorizzando una volta in più la famosa legge dell’ex dato il prestito stagionale del centrocampista di proprietà river.

La ripresa inizia ancor peggio, data l’espulsione di Gallardo per un continuato applauso ironico nei confronti del direttore di gara Merlos. Gli ospiti sembrano migliorare con due occasioni che il volante Galoppo spreca, ma in realtà è un fuoco di paglia perché poi si assiste alle nuove inibizioni di gioco e di carattere del Millonario, che potrebbe nuovamente soccombere a causa dell’occasione più nitida della partita capitata sui piedi di Sebastián Prieto, sventata provvidenzialmente da Beltrán, migliore in campo dei suoi.

Lezione appresa dall’Argentinos Juniors dopo la caduta e la sconfitta al Cilindro di Avellendo qualche giorno fa contro il Racing; ingloriosa ricaduta e manifesta impotenza invece per un River che dopo appena cinque giornate sembra già in forte crisi di identità. Limiti preoccupanti e palesi già in questa prima fase di campionato, che il tecnico dovrà cercare di superare al più presto per sperare di competere in qualsiasi sorta di competizione stagionale.

Redazione

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