E finalmente arrivò il primo test che fece vacillare dopo quattro sole giornate il sistema River di Gallardo. Contro un Tigre in versione turbo la squadra del Muneco traballa vistosamente rischiando una goleada anche di dimensioni maggiori. In un’altra squadra l’allenatore – dopo anche il vistoso flop della stagione scorsa e l’umiliante qualificazione allaCopa Sudamericana – l’allenatore sarebbe stato già stato destituito o perlomeno messo in discussione. Gallardo no. Non si può criticare chi ti ha fatto vivere l’evento sportivo più importante di tutta la storia riverplatense contro il Boca in finale di Libertadores, e, nel caso qualcuno lo faccia, viene tacciato in malo modo dagli altri ‘colleghi’ tifosi che con Gallardo hanno goduto parecchio. Ma vivere solo di passato è molto pericoloso per chi vuole vincere nel presente. Non si spiega come Diego Dabove, tecnico del Tigre e tecnico giramondo, sia riuscito così in breve tempo a creare un gruppo che sembra già irresistibile. Il segreto? Oltre che un equilibrio tra i reparti, una coppia di attaccanti formidabili già ai vertici della classifica dei marcatori. Da qui nascono li dubbi su Gallardo, dall’affidarsi in attacco su Driussi – costantemente infortunato – e su Colidio e Salas, che possono al massimo integrare un sistema offensivo ben strutturato, ma che di centravanti di razza ne hanno ben poco. Dal mercato sbagliato, ecco (già) i primi errori di Gallardo.
