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È spietato il fútbol argentino. Non guarda in faccia a nessuno. Quando si parla di Angel Di Maria ci si deve necessariamente sciacquarsi due o tre volte la bocca. Parliamo di un giocatore che ha fatto la storia della Seleccion diventando attore assoluto al pari di Leo Messi. Parliamo di un argentino atipico per il suo carattere schivo e umile, che è entrato nel tabellino dei marcatori (Copa America 2024 esclusa) nella finali di ogni competizioni vinte negli ultimi quattro anni. Una Leggenda (con la L maiuscola) vivente.

SBARCO AL CENTRAL. L’arrivo al Rosario Central di questa estate accende entusiasmo globale tra tifosi del Canalla ma anche quelli di tutte le tifoserie, proprio per l’aura infinita che Angel trasmette al ricordo di quei momenti indimenticabili con l’Albiceleste. Non è un doppiogiochista, non ha secondi fini, non è un provocatore; è un puro. E questo suo atteggiamento questo attira le simpatie dei suoi e dei tifosi delle altri equipos argentinos (escluso il Newells, naturalmente), tanto che non è difficile scorgere nelle curve delle squadre avversarie qualche striscione di saluto quando gioca lontano da Rosario.

TORNEO CLAUSURA. L’impatto che ha Di Maria è impressionante. Subito investito dalla fascia di capitano, Angel guida il Central verso vittorie su vittorie, spesso con gli arbitri che ‘cercano di agevolargli’ la strada concedendogli rigori generosi che poi lui trasforma. Ma ciò che non si discute è la professionalità imperturbabile del calciatore in un contesto di Liga non all’altezza dei suoi standard. Come la tecnica. Mai messa in discussione, che sfodera nei momenti cruciali come il super gol nel Clásico di Rosario su punizione dai 25 metri all’incrocio dei pali. Un gioiellino, che non fa che esaltarlo maggiormente nella considerazione nazionale. L’allenatore Holan non ha dubbi: “È il miglior giocatore che abbia mai allenato. Ho incontrato una persona eccezionale e umile. Ho imparato molto da lui come persona e calciatore. Chiede sempre parità di trattamento nel rapporto tra lui e i compagni di squadra e poi non si lamenta mai. Mai un minuto di ritardo. Un vero esempio”.

Tutto sembra filare per il meglio. Sette gol (su cui quattro su calcio di rigore) e tre assist trascinano il Rosario Central in vetta al Gruppo A. Ma la magia improvvisamente termina qualche giorno prima dell’ottavo di finale del Torneo Clausura contro l’Estudiantes. Il suo amico presidente AFA, Chiqui Tapia vuole regalargli un riconoscimento per l’apporto dato al fútbol argentino e Angel, che non ha mai vinto un trofeo col Rosario Central, accetta volentieri. Probabilmente lo potrebbe vincere sul campo ma Tapia ha un’altra idea: inventarsi di sana pianta un título che premi il Central (prima squadra dell’anno 2025 nella classifica Anual) e indirettamente Di Maria.

El Fideo naturalmente ne è entusiasta e viene convocato nella sede della Federazione Argentina in concomitanza dell’assemblea esecutiva della Liga Profesional. Tapia prende la parola durante la riunione e annuncia un ‘riconoscimento’ nei confronti del Rosario Central in qualità di miglior squadra dell’anno. Nessuno si oppone, ma non viene nemmeno messo ai voti, tant’è che all’improvviso irrompono in sala consiliare Di Maria e il presidente del Central, Belloso con la Copa in mano. La Copa in mano? Tutto già deciso, tutto già apparecchiato. Questa le testimonianza del vicepresidente del River Plate, Villarroel: “Tapia ha detto che sarebbe stato assegnato un riconoscimento al Rosario Central, senza alcuna espressione di volontà, consenso o voto. Poi è entrato Di Maria con la Copa. Mi ha fatto effetto, Ma non era un semplice riconoscimento?”

SCANDALO. Il vortice inizia a girare e il Central assieme a Di Maria, sebbene meritevoli di un riconoscimento per la stagione conclusa, si trovano sbalzati in prima pagina come nuovo scandalo del fútbol argentino. Monta l’indignazione tra l’opinione pubblica per il nuovo cambio regole in corso di un titulo istituito a tavolino a stagione regolare conclusa. Nel frattempo inizia la guerra tra AFA ed Estudiantes e il famoso rifiuto di celebrare i giocatori rosarini ponendo le spalle riceve inaspettatamente il consenso della maggior parte dei tifosi delle altre squadre. Non sembra cosa corretta inventarsi un título a stagione conclusa ma Di Maria non lo capisce. Quella copa se la merita, gli spetta. Ma questo affidamento incondizionato verso il ‘padre padrone’ Tapia gli costerà cara. Di Maria viene così additato come complice della ‘ladrata’

INSTAGRAM. Non solo. Ma ad un Fideo stranemente avvelenato (l’aria di Rosario certamente aiuta) ‘scappano’ due likes: al post polemico contro l’Estudiantes, che diventerà poi campione sul campo battendo in finale il Racing Club: “VERON HA ORDINATO DI DARE LE SPALLE AI CAMPIONI DEL CENTRAL PERCHÉ SONO INGLESI, IPOCRITI E VENDUTI”; e ad un altro post piccante: “Non è contro il Central, è contro l’AFA, hanno detto… Hanno mostrato il loro lato peggiore, e ancora di più contro i loro colleghi”.

Prese di posizioni gravi che rischiano di spostare gli equilibri e identificare Angel come fedele adepto di Tapia e di una Federazione, che perde giorno dopo giorno consenso e credibilità, considerando che l’intero mondo giornalistico argentino ha condannato il nuovo abuso di potere federale.

Dalle stelle alle stalle. Il credito nei confronti dei tifosi argentini Angel lo ha già perso in nemmeno tre settimane di follia. Il mondo del fútbol argentino è spietato, non ci si può distrarre un attimo.

Redazione

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