A margine della vittoria nel Torneo Clausura con il suo Estudiantes è tornato a parlare Juan Sebastian Verón attraverso le reti argentine ESPN. E lo ha fatto senza troppi peli sulla lingua, spiegando il senso dell’ornai famoso ‘Pasillo de espaldas’ e criticando l’attuale gestione del fútbol argentino.
“Non si può cambiare qualcosa che è già scritto e assegnare un titolo solo perché ti fa comodo”, accusa il presidente dell’Estudiantes. “Non so chi sia stato il vero responsabile e non ho intenzione di puntare il dito contro nessuno. Ma non è la stessa cosa; vincere una stella non è la stessa cosa che riceverla senza competere. Come possiamo essere parte di tutto questo? Questa è quello che ho pensato quando mi hanno detto cosa era successo nella riunione federale” (il titolo assegnato al Central).

Parole dure, ma uniche nel loro genere dato che l’Estudiantes è attualmente l’unico club in aperta contrapposizione alle politiche della Federazione fútbol argentina, “Di per sé, penso che il riconoscimento per Di María sia fantastico, un atto quasi dovuto per il campionato che ha fatto. Ma un título… Quello ha un significato diverso, e non dovrebbe essere trattato allo stesso modo. Perché altrimenti, maneggiamo i campionati nella direzione che ci conviene.”
PASILLO DE ESPALDAS. “I giocatori hanno avvertito i loro avversari, prima di scendere in campo, di cosa sarebbe successo, e la verità è che il messaggio non era rivolto a loro ma al Central. C’è qualcos’altro in gioco: un sopruso che cerca di costringere qualcuno a fare qualcosa che non è mai stato effettivamente obbligatorio o regolamentato. Dietro la riconoscimento in campo (pasillo de honor), c’è un significato di rispetto, onore e rappresentanza. E ripeto, vogliamo rendere omaggio o dare un riconoscimento a Di Maria o al Central, ma nel modo in cui è stato deciso quel giorno: un riconoscimento, per l’appunto. Però da semplice riconoscimento poi è uscita una coppa con una stella. Siamo pazzi? Non è la stessa cosa, non si vincono le competizioni in questo modo. Da dove proviene tutto questo?”
AFA. “Non partecipo alle riunioni federali da cinque anni. E quali miglioramenti ci sono stati in questi cinque anni? I tornei sono organizzati male. Ma principalmente perché ti penalizzano, non ti aiutano. Ci sono squadre che sono state ferme per un mese e mezzo mentre altre non avranno quasi una settimana di riposo. Noi ad esempio finiremo e inizieremo la preseason solo dieci giorni dopo aver concluso la stagione. E poi giocheremo una finale. Non mi sembra una cosa normale.”
TORNEOS. “Passi per il format, ma penso che siano troppe squadre. Lo vediamo tutti. Fra pochi giorni giocheremo una finale contro il Platense che non gioca da un mese e mezzo. Loro nel frattempo hanno cambiato staff tecnico e quasi tutta la squadra. Un torneo di calcio ideale dovrebbe essere tutto ciò che manca a questo campionato: meno squadre, competizioni più logiche, miglioramenti nell’arbitraggio, infrastrutture e stadi migliori, luoghi dove le persone possono viaggiare in sicurezza, regole più chiare e meno titoli.”
