Quella che doveva essere una grande giornata di festa nazionale per l’arrivo di Leo Messi in India si trasforma in un caos totale. Disordini, vandalismi e rabbia a causa della negligenza dell’apparato organizzativo: i 120 mila tifosi indiani non prendono bene l’apparizione di soli 22 minuti di Leo nello stadio Salt Lake di Calcutta e allora può iniziare il lancio di seggiolini in campo in segno di protesta e vandalizzazione dell’impianto dopo l’invasione rabbiosa di massa. Doveva essere una grande festa quella dell’arrivo di Lionel Messi in terra indiana, invitato del governo nazionale in occasione dell’inaugurazione della statua raffigurante il capitano argentino con la Copa del Mundo in mano, la più alta del mondo con i suoi 21 metri di altezza, ma col passare delle ore è stato palese che il servizio d’ordine di sicurezza affidatogli dall’organizzazione dell’evento non si è dimostrato all’altezza della situazione.
Dopo le ovazioni ‘a distanza’ di ieri, giorno del suo arrivo – assieme agli amici fedelissimi De Paul e Suarez – la situazione è mano a mano sfuggita di mano dopo il saluto di Leo nello stadio di Calcutta davanti a 120 mila spettatori. Le frequenti e continue invasioni di campo – non fermate del servizio d’ordine – hanno indotto il servizio di sicurezza a far uscire in fretta e furia il campione argentino, generando di conseguenza rabbia tra gli spettatori paganti, tradotta in episodi vandalici come lanci di seggiolini in campo, devastazioni delle tende a bordo campo e scontri con la polizia. Il capo della Polizia indiano ha già annunciato attraverso i media nazionali l’arresto del responsabile dell’evento, Satadru Dutta. Quella che doveva essere una giornata di festa si è trasformata invece in violenze non previste.
